Giovanni Caserta, “Michele Parrella – il rapsodo che cantò la storia al suono del cupo cupo”, Villani Editore, letto da Dante Maffia

DELITTO ALL’IDROSCALO (a Pier Paolo Pasolini) Ti hanno sfigurato in un’Italia che più non riconosci. E massacrato nell’ambigua certezza che il tuo corpo per gli altri non avrà altro giudice che la furia dei tuoi fratelli infelici. Ora anche il tuo rimpianto è stato ucciso. E nessuno di noi può credere che l’amore ha calpestato… Continue Reading


Due poesie di Guglielmo Peralta

BACO DA LUCE Nell’orto solitario il baco da luce fila un velo d’ombra Nel placido brusio il foglio si fa foglia Pupe nel bozzolo le parole sognano il volo di farfalla Un sillabario segreto si palesa nella notte chiara Si dipana il tessile filo in larve di luce e nel giardino aleggia d’improvviso il canto… Continue Reading


Due poesie di Massimo Ferretti e lettera di Pier Paolo Pasolini

In trattoria In questa trattoria di gente stanca dove mangiare significa reagire, dove la grazia d’una dattilografa si percepisce nel tono delicato d’un piatto di fagioli chiesto tiepido, dove un viaggiatore analfabeta emancipato per via dello stipendio spiega a una turista anacoreta che il rialzo dei biglietti ferroviari dipende tutto da questioni atlantiche – non… Continue Reading


“Rhapsody on a Windy Night” di T.S. Eliot

Thomas Stearns Eliot nasce a St. Louis, Missouri, il 26 settembre del 1888. Pubblica le sue prime poesie nel 1905 sullo Smith Academy Record a cui seguirono altre su periodici e riviste, raccolte dopo la sua morte sotto il titolo di Poesie giovanili. Raggiunse la maturità nel poemetto in cinque parti The Waste Land  (La… Continue Reading


Le “Comete” di Paolo Ottaviani

COMETE E COMETE Ho immaginato di dare a ciascuna di queste poesie in forma chiusa il nome astronomico di cometa. La suggestiva ma certamente illusoria analogia con il corpo celeste valica ogni limite di inverosimiglianza se mi sorprendo a considerare come la testa di quei fenomeni luminosi vaganti nello spazio potrebbe essere rappresentata dai nove… Continue Reading


Nel 750° della nascita di Dante:Papa Niccolò III, “che il di su tenne di sotto” (Inferno, c. XIX) di Giovanni Caserta

Il passaggio dal settimo all’ottavo cerchio non è nelle facoltà umane. A separare le due zone, infatti, c’è il “gran burrato”, un vero e proprio strapiombo, sul cui fondo pullulano folle di dannati, distribuiti in dieci bolge o borse. E’ il precipizio che porta  l’uomo dalla matta bestialità alla frode, cioè al male fatto con… Continue Reading