Da Giosuè Carducci a Eugenio Montale: il topos del treno simbolo di progresso, di Maria Grazia Ferraris

Il treno, la novità progressista di fine Ottocento, aveva ispirato al giovane Carducci l’Inno a Satana, pubblicato nel 1865, dove era esaltato come simbolo stesso del progresso e della modernità: Un bello e orribile mostro si sferra, corre gli oceani, corre la terra: corusco e fùmido come i vulcani, i monti supera, divora i piani;… Continue Reading


Scade il 20 luglio la partecipazione alla III edizione del premio letterario “L’Albero di rose”. Cinque poesie di Leonardo Sinisgalli da “La vigna vecchia”.

Sono tre le sezioni della III edizione del premio letterario “L’Albero di rose”: Sezione silloge edita. Il vincitore riceverà la somma di euro 1000 (mille) Sezione poesia inedita ispirata ai temi, alternativi tra loro, della Festa del Maggio, dei culti arborei e del rapporto tra l’uomo e l’albero. Il vincitore riceverà la somma di euro… Continue Reading


“La mia sera” di Giovanni Pascoli

Il giorno lampi e tuoni e tempesta; la sera, il cielo sereno, le stelle e il gracidio breve delle ranelle. Sempre al dolore succede la quiete, sempre da un male nasce un bene: finché  non venga la sera, che è l’ultima. Ci sembrerà, allora, di ridiventare bambini: risentiamo la madre accanto alla cuna che dondola,… Continue Reading


Tre poesie di Alfredo Giuliani da ” Il cuore zoppo”, nota di Giovanni Pacchiano

Sin dagli inizi della sua attività poetica (Il cuore zoppo, 1955), Alfredo Giuliani tenta di staccarsi con decisione dalla tradizione della lirica italiana, scegliendo altri maestri. Il suo bersaglio polemico è, da subito, il crepuscolarismo, l’atteggiamento di fondo del Novecento italiano, il pianto sull’infelicità storica; a cui oppone una versione energetica della poesia perseguita attraverso… Continue Reading


Tre poesie di Margherita Guidacci, nota di Marina Loffi Randolin

Le poesie di Margherita Guidacci, che quasi sempre posseggono l’andamento assorto e quieto della meditazione ad alta voce, attuano una sorta di catalogo delle certezze e delle incertezze, modulano il suo profilo mutevole, senza arretrare, perché sicura è la dignità di ogni gesto umano, degli “scampati e dei sommersi”: così suona la dedica di Neurosuite… Continue Reading


Sei poesie di Eugenio Montale da “Satura” (1971)

L’ultima poesia di Eugenio Montale, raccolta nei volumi Satura (1971), Diario del ’71 e del ’72 (1973), Quaderno di quattro anni (1977), è sotto il segno di un’ironia sempre più amara e negativa, senza speranza e senza errore del cuore a consolarla. Xenia, dedicata alla moglie morta in Satura, Montale raggiunge la sublime semplicità della… Continue Reading