16 commenti
  1. Ho scoperto la vostra pagina per caso e mi piacerebbe continuare a leggere i vostri interventi e magari intervenire su qualche argomento che trovo particolarmente interessante.

  2. Cari amici, ho proprio ora scritto un breve post per gli amici poeti presenti su Fb.
    Ve lo inoltro per complimentarvi con il vostro mentore lirico, il professore, e voi tutti, straordinari lettori di una anima che vi è poi molto vicina, quella di Kavafis! Complimenti. Troverete il mio post sul profilo Alessandro Anniballi (conosco Kavafis per motivi di lavoro e amore)
    A tutti gli amici e coristi!
    Un poeta senza tempo e nel tempo: Kostantinos Kavafis
    Ho già accennato a “Itaca” del poeta Kostantinos Kavafis. Di quella tra le sue più belle poesie: “Itaca”. La concezione poetica è la stessa del viaggio, del viaggio della vita: un lungo e finito percorso, a cui arriveremmo solo dopo un affamato vagabondare. L’Ulisse dell’Odissea, con i suoi insaziabili viaggi. Ma il vagabondare del poeta è flemmatico in quanto riflesso su questo frammento di realtà, non finita. Un cammino da fare pacatamente, gustando tutti i sapori della vita. Con esasperata presenza sulle cose del mondo, come sulla bellezza candida e bollente di un fanciullo. Un Cammino anche di crescita intellettuale e un cammino di ascesa artistica. Itaca desta il viaggio. Non è soltanto un punto da raggiungere, ma è la ricchezza della via che ci condurrà alla meta. Il viaggio della vita si presenta e si offre come possibilità per assimilare le voci che voluttuosamente ci dona il suo corpo. Arrivare alla meta ed essere delusi è possibile ma saremo però addolorati dal percorso, perché proprio quella delusione è la causa originaria della nostra arte.
    La traduzione della poesia è di un geniale insegnante di letteratura di un liceo di Montepulciano, Fabio Durando che ha tradotto il testo di Kavafis in stretta collaborazione con i suoi allievi di diciassette anni. Racconta che i ragazzi ne erano affascinati. Chi dice che i giovani non amano la poesia? Sono coloro che dovrebbero cantargliela, aprirla agli spazi della comprensione e della fantasia, e non lo fanno che non amanOgnuno di loro doveva leggere la poesia nel silenzio notturno, sotto le stelle: […]“sulla riva del mare, sotto le stelle che brillavano sopra la baia cuoriforme di Parga, in Epiro. Con la baldanza e l’ardire dei diciassettenni”[…]. Bellissima traduzione! Forse la più bella che abbia letto, proprio perché pulsa di dell’emozione di animi giovani, specchio in fondo dell’animo di Kavafis.

  3. Perdonate i refusi e gli scherzi cattivi dell’incontro che si sono mangiati parole e hanno sistemato il testo in modo improprio!

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