La pittura secentesca a Napoli: Mattia Preti

Mattia Preti , noto anche con il soprannome il Cavaliere Calabrese, nasce a Taverna, Catanzaro, nel 1613. Giunto a Roma nel 1630, discostandosi dal barocco allora trionfante rivide le opere dei caravaggeschi prediligendo le correnti nordiche degli olandesi, fiamminghi e francesi. Risalgono a questo periodo la Flagellazione di Cristo e La riunione di musici e… Continue Reading


Allievi dell’Accademia Carracci: Domenico Zampieri detto il Domenichino e Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino

Domenico Zampieri, detto il Domenichino nasce a Bologna nel 1581. Discepolo dei Carracci, segue a Roma Annibale, che aiuta negli affreschi di palazzo Farnese. Dal 1610 si orienta verso un moderato naturalismo (il Carro del sole, 1613-14, dipinto in una volta di palazzo Costaguti; le Storie di Santa Cecilia, 1611-15, San Luigi dei Francesi; l‘Assunta,… Continue Reading


Il Manierismo. La scuola bolognese: i Carracci

Pittori bolognesi operosi tra la fine del sec. XVI e i primi del sec. XVII, i Carracci svolsero un’azione fondamentale nella storia della pittura italiana. Furono gli iniziatori della grande pittura di composizione e decorazione, contrapposti al Caravaggio, quale esponente di una tendenza realistica. Ludovico (Bologna 1555 – ivi 1619), il maggiore, cugino di Agostino… Continue Reading


L’intreccio tra vita maledetta e genialità: Caravaggio (Ricordiamo l’interessantissima mostra “Dentro Caravaggio” a Palazzo Reale, Milano, dal 29 settembre al 28 gennaio 2018. Venti sono le opere esposte affiancate dalle rispettive immagini radiografiche).

Figlio di Fermo Merisi, Michelangelo (Milano? Caravaggio? 1571 – Porto Ercole, 1610) nel 1584 fu a bottega presso Simone Peterzano. Nel 1588 scende giovanissimo a Roma e lavorò presso il Cavalier d’Arpino da cui “fu applicato a dipingere fiori e frutta”, finché il Cardinal Del Monte gli procurò la prima grande commissione: le tele per… Continue Reading


Aligi Sassu e la rivista “Corrente”: gli “Uomini rossi” tra mitologia antifascista e via crucis delle foschie luminose, di Michele Rossitti

L’avvicinamento al secondo futurismo e la precoce ammissione alla Biennale costituiscono per Aligi Sassu, appena sedicenne, lo stimolo a dipingere il ciclo degli “Uomini rossi” agli inizi del Trenta. La novità cromatica decide che al pianeta delle tinte scure tremendamente volumetriche, tipiche del Novecento italiano tanto in voga, si faccia spazio una tecnica dove il riempimento… Continue Reading