Gianluca Spitalieri, “L’ora di ricevimento”, Aut Aut Edizioni – 2019

Un comune filo rosso scorre tra queste pagine in cui si scrive di bullismo, di emarginazione, di fragilità, ed è la funzione della parola e della sua carica eversiva. Le storie qui raccontate sono storie minime, comuni che, però, racchiudono una inequivocabile ordinaria resistenza. Le storie di Karima, di Matteo, di Euthalia, di Susanna, di… Continue Reading


Lodovica San Guedoro “Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé…”, Felix Krull Editore – 2017

“Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé…” racconta con un tono sommesso, delicato e poetico, di sorprendente sincerità, una storia d’amore del tutto non convenzionale, nata in autunno tra una scrittrice non più giovane e sposata e un conducente della U-Bahn, ancora giovane e sposato, fuggito, ragazzo, dalla Bosnia in guerra. Lei è… Continue Reading


“Dottor Marx, storia di un umanista alle soglie del diluvio digitale” di Carlo Maria Steiner, Felix Krull Editore – 2018

“Dottor Marx, storia di un umanista alle soglie del diluvio digitale“, è l’unica opera di Carlo Maria Steiner. Un romanzo drammatico, profondo come le acque del mare, pervaso da una sensibilità finissima e conturbante. Apparentemente decadente, ma in realtà classico. In cui tutto si corrompe emanando un profumo di vita. Un romanzo antico e modernissimo.… Continue Reading


Giovanni Orelli e il suo “allegro espressionismo”, di Maria Grazia Ferraris

“..sono Bubka che soffia,sbuffa/ in pista alla rincorsa per il salto con l’asta/ …Calandrino che nella corta buffa/ con le tre carte da un diavolo è giocato….Sono Arlecchino:/ tra calci in culo- aut aut- o schiaffi in faccia/ tertium non datur! Elegge la minestra; sono Caino/ randagio…Bertoldo diffidente…Socrate che al destino Santippe apre le braccia.”… Continue Reading


Nella spelonca dei preti è l’America di Pavese: “La casa in collina” elegge il collegio oasi pacifica nella burrasca autobiografica del conflitto, di Michele Rossitti

Spesso bisogna correre e scrivere con la fiala incapsulata nella penna per raggiungere a breve l’albergo Roma di Torino entro la fine dell’agosto 1950. Un Cesare Pavese quarantaduenne sente addosso che la vita non trova risposta, che se stesso non ha più senso dentro l’esistenza e cerca la scorciatoia per uscire da questo mondo in… Continue Reading