“Ascendit – poema alpino” di Roberto Taioli, Ed. Ulivo, letto da Maria Grazia Trivigno

Ricevo per posta un involto, un grigio pomeriggio di novembre. Lo ricevo in un momento di fatica, per tale ragione, lo ricevo con maggiore gratitudine. Lo apro: si tratta di Ascendit – poema alpino di Roberto Taioli. L’essenza del poemetto, trecentosessantasette versi di ritmo, mistici ed incalzanti, è racchiusa in una parola: ascesi. In primo… Continue Reading


“La luna mancatora” di Maria Grazia Trivigno

Benedetti ragazzi. I luoghi scelti da loro finiscono sempre per essere forti simboli involontari. Quando arrivo è già buio, non so bene dov’è la campagna, mi hanno dato solo un riferimento: la Croce A’ Cuddett’, proprio lì dov’è la Croce del brigante Colella. Anche al buio non si può sbagliare, basta scendere poco per il… Continue Reading


Umberto Saba e la Città Eterna, di Marco Onofrio

«Un anno, e in questa stagione ero a Roma. / Avevo Roma e la felicità. / Una godevo apertamente e l’altra / tacevo per scaramanzia.»: così Umberto Saba in “Gratitudine”, una delle “Mediterranee” incluse nel Canzoniere. Roma, dunque: per configurare un paradigma classico di perfezione, di compiutezza umana – miraggio forse irraggiungibile, precluso alla nevrotica… Continue Reading


Michele Parrella, il rapsodo che cantava al suono del cupo cupo, di Giovanni Caserta

Michele Parrella aveva solo quattordici anni quando, il 25 luglio 1943, cadde il fascismo. Era nato a Laurenzana, in provincia di Potenza, il 17 ottobre 1929. Era di sei anni più giovane di Scotellaro. Figlio di medico, apparteneva alla borghesia lucana, o, se si preferisce, al galantomismo meridionale, ancorché, nel caso specifico, illuminato. Parrella, infatti,… Continue Reading


Divagazioni leggendo Celan, di Narda Fattori

La memoria trattiene e cuce con filo inestricabile gli eventi della nostra storia, eventi che per essere ancora presenti e interagenti strutturano significati e come tante piccole mani aprono varchi al nostro sguardo , costruiscono il puzzle della nostra identità. Perdere la memoria è perdere se stessi; lo fa una malattia così infame come l’Alzheimer,… Continue Reading


Beppe Mariano, “Il seme di un pensiero”,Nino Aragno Editore – 2013, letto da Dante Maffia

Cominciamo con L’età davanti, la poesia che chiude il volume (oltre cinquecento pagine): “Quando molto o quasi tutto / sarà perduto, e neve obliosa / comincerà a stendersi / come un sudario, / il sonno sarà il quotidiano / fraterno rifugio, la speranza vile / di poterlo prolungare, / quietamente, / senza dolore, / senza… Continue Reading