Si è nel sabato 3 aprile 1300, intorno alle sette del mattino, quando Dante e Virgilio lasciano il ponte che sovrasta la quarta bolgia, quella degli indovini, che hanno figura stravolta. Il loro viso, infatti, è girato sulle spalle, sicché le loro lacrime scendono prendendo la via tra le due natiche, come in un piccolo… Continue Reading
“Il figlio femmina” di Lina Raus, EdiLet, letto da Marco Onofrio
Lina Raus, psicoterapeuta di lungo corso, si cimenta a scrivere romanzi dove – trasformando il dolore in energia creativa – sublima la sua quotidiana esperienza professionale, riverberando gli echi dei casi raccolti dai pazienti e riversando materiali dai processi di guarigione innescati (giacché il paziente si cura da sé, con l’assistenza dell’analista). Sono operazioni letterarie… Continue Reading
Concita De Gregorio. “Mi sa che fuori è primavera”, Feltrinelli – 2015, letto da Dante Maffia
Quattro anni fa ho letto un libro molto importante di Concita de Gregorio, Così è la vita – Imparare a dirsi addio, nel quale ho trovato un “impegno etico” da tenere in seria considerazione, come mi auspicavo, per le scuole. La De Gregorio sa andare dritta all’essenziale, non copre e non abbellisce ciò che racconta,… Continue Reading
Nel 750° della nascita di Dante:Papa Niccolò III, “che il di su tenne di sotto” (Inferno, c. XIX) di Giovanni Caserta
Il passaggio dal settimo all’ottavo cerchio non è nelle facoltà umane. A separare le due zone, infatti, c’è il “gran burrato”, un vero e proprio strapiombo, sul cui fondo pullulano folle di dannati, distribuiti in dieci bolge o borse. E’ il precipizio che porta l’uomo dalla matta bestialità alla frode, cioè al male fatto con… Continue Reading
Alessandro Zaccuri, “Il signor figlio”, Mondadori, letto da Dante Maffia
Sono sempre stato convinto che molta letteratura sia sempre nata dalla letteratura, ovviamente con l’apporto della esperienza personale degli autori che hanno saputo rimaneggiare i materiali e riportarli alla attualità del loro tempo. Chi storce il muso dinanzi alle ricostruzioni apocrife, chi fa lo scandalizzato quando affronta la lettura di un testo riguardante il passato,… Continue Reading
La poesia di Giovanni Pascoli, letta da Marco Onofrio
Giovanni Pascoli è una delle “tre corone” della poesia italiana di fine ‘800. Enrico Thovez, in un celebre saggio del 1910 (“Il pastore, il gregge e la zampogna”) identifica nel “pastore” Carducci, nel “gregge” Pascoli, nella “zampogna” D’Annunzio. Pascoli è un poeta non decontestualizzabile da un’atmosfera fin de siècle: leggendolo si percepisce che il ‘900… Continue Reading
Luigi Settembrini, a cura di Giovanni Caserta
E’ da rivendicare alla cultura e alla letteratura lucana anche il nome di Luigi Settembrini. Delle sue ascendenze lucane, del resto, egli non si dimenticò mai. Dando inizio alle Ricordanze della sua vita, con una punta di orgoglio per la nobiltà morale e intellettuale dei suoi antenati, ebbe a ricordare che “suo padre si chiamava… Continue Reading
Vincenzo Consolo e le ombre del passato, di Dante Maffia
Vincenzo Consolo è uno di quegli scrittori siciliani che avendo lasciato da lungo tempo la propria isola se ne appropriano, poi, con una forza maggiore di quelli che non se ne sono mai allontanati. Vivono quel “dentro e fuori” di cui parlò magistralmente in un suo libro Nello Sàito, e ricostruiscono luoghi e figure dell’infanzia… Continue Reading




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