Furio Durando traduce “A Mecenate” (Odi, I, 1) di Quinto Orazio Flacco

ODE I Maecenas atavis edite regibus, o et praesidium et dulce decus meum, sunt quos curriculo pulverem Olympicum collegisse iuvat metaque fervidis evitata rotis palmaque nobilis terrarum dominos evehit ad deos; hunc, si mobilium turba Quiritium certat tergeminis tollere honoribus; illum, si proprio condidit horreo quicquid de Libycis verritur areis. Gaudentem patrios findere sarculo agros… Continue Reading


IL CANTO DI SAFFO – Musicalità e pensiero mitico dei lirici greci: Poesia e verità, di Gabriella Cinti, Moretti & Vitali Editore

Le Muse e la Memoria rappresentavano garanzia di permanenza. Quest’ultima, come ci illumina Détienne, riferendo anche la posizione di Vernant, in età arcaica era sacralizzata: non era solo il supporto materiale della parola “cantata”, ma conferiva «al verbo poetico lo statuto di parola magico-religiosa», in grado di provvedere all’ordinamento del mondo, un po’ come la… Continue Reading


Quattro poesie inedite di Antonio Sagredo

Il libro… oggi Il libro aprì le mie mani per segnarmi come un monatto irriverente, nella mia mente avvilita i misteri della metonimia antica, e quella malattia che traverso il nome si chiama, se volete, Poesia. Sorrise il lucido dorsale per mostrarmi la sua identità cartacea. E mi sfogliò le epoche come uno stregone distilla… Continue Reading


Note a “Il gran parlare” di Mario Ramous, Marsilio – 1998, di Roberto Taioli

Mario Ramous (1924-1999) è stato uno dei poeti più fecondi e consapevoli della sua generazione, degli ultimi decenni del ‘900, che annovera tra gli altri Giudici, Zanzotto, Pasolini, Testori. Scomparso dopo una lunga e crudele malattia, non ha accettato l’inedia della morte annunciata, ingaggiando con essa fino all’ultimo un sfida. Nella sua morte c’è qualcosa… Continue Reading


Allievi dell’Accademia Carracci: Domenico Zampieri detto il Domenichino e Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino

Domenico Zampieri, detto il Domenichino nasce a Bologna nel 1581. Discepolo dei Carracci, segue a Roma Annibale, che aiuta negli affreschi di palazzo Farnese. Dal 1610 si orienta verso un moderato naturalismo (il Carro del sole, 1613-14, dipinto in una volta di palazzo Costaguti; le Storie di Santa Cecilia, 1611-15, San Luigi dei Francesi; l‘Assunta,… Continue Reading


Due poesie di Giovanna Bemporad. Breve nota di Giacinto Spagnoletti

“Non ci è difficile riconoscere che mentre a taluni poeti, diciamo a quasi tutti, almeno all’inizio basta un solo modello, magari grande, anche se dissepolto, di poesia, alla Bemporad sembra indispensabile tutta la poesia, l’intero non corpo sensibile, altrimenti lei, così anticonformista rispetto alle mode correnti, non troverebbe come far vibrare la sua voce  ad… Continue Reading