“Fra le costole del peccato ” di Anila Dahriu, letto da Dante Maffia

libro di AnilaIl mondo ormai pullula di tantissimi poeti, ma sono pochi quelli che riescono a trasmettere grandi emozioni, quelli che mettono di fronte alle problematiche più scottanti facendoci toccare con mano gli inferni dell’anima. Per esempio ci riesce Anila Dahriu, che scrive con la pancia e con l’anima, che non vela la sua scrittura di belletto e va dritta al cuore delle cose convinta che la poesia debba avere anche una funzione sociale, oltre che spirituale ed umana. So che nella sua terra d’origine, l’Albania, ella è considerata poetessa ermetica ed esistenziale, ma io, non avendo un riferimento preciso sugli sviluppi della lirica nel suo paese, prendo atto della furia magmatica con cui si esprime e mi lascio trasportare dentro il fuoco delle sue contorsioni linguistiche che aprono la carne viva della parola per trarne alimento ideale. Ho notato che Anila Dahriu non si ferma al cospetto di nessun argomento, e scava, e grida, e afferma e indica al lettore ciò che si nasconde e ciò che deve apparire nella solarità del dettato. Dunque poesia che nasce da forti esperienze, da un vissuto che non si è mai arreso alle consuetudini e alle abitudini, rompendo gli schemi prestabiliti, immergendosi totalmente nel canto. Appare evidente che dietro queste pagine vive una donna con un carattere forte, con una vitalità esuberante, con la convinzione che attraverso l’arte si possa e si debba cercare la via della crescita e del bene comune. Perciò il lettore non troverà assolutamente niente di superfluo in questo libro, niente di gratuito o di velleitario. E se a volte le immagini e le metafore incalzano e si rincorrono ruotando senza sosta, significa che la poetessa sta attraversando lo strazio dell’indicibile, l’angoscia di chi non sempre trova l’adeguata misura per dire totalmente e compiutamente la sua indignazione o il suo amore. Così le note delle sue sinfonie si aprono verso lidi infiniti e poi sommuovono le fondamenta del risaputo invitando a mettersi in gioco. Da ciò si può comprendere che la poesia di Anila Dahriu è connotata sia da una forte tensione estetica e sia da una grande misura etica. Libri così oggi sono un dono che bisogna tenere in grande considerazione, una sferzata di ottimismo che passa attraverso un grande dolore.

Dante Maffia

LASCIA CH’IO VENGA CON TE

Lascia ch’io venga con te anche se sei adirato !
Il sole è nascosto dietro le nere nubi
ma di nuovo risplende.
Lascia ch’io venga con te,
dove cresce il nostro amore ….
mi ci trovo come un uccello delle favole.
È il nostro luogo ideale …..
Lascia ch’io venga con te:
corriamo lungo il mare a piedi scalzi,
avvolti dalle onde della nostalgia,
corriamo coll’anima ardente, innamorati …
la luna piena ci guarirà ….
Lascia ch’io venga da te,
là, fra centinaia di pensieri
dove i sogni si agitano tristemente…
Lascia ch’io venga con te
là dove l’aria si svuota
della solitudine e si riempie
di bianchi fiocchi di sogni …
Lascia ch’io venga da te
lascia ch’io venga da te
là dove è visibile il mio sorriso
dipinto da Dio.
Noi siamo un’unica cosa
in questo vuoto di vanità
come due materie complementari
che si abbracciano
nell’estasi adolescente
come due pensieri di sesso diverso
la schiena carica di domande,
la schiena, l’anima, il cuore, le mani,
gli occhi, il sorriso…
Non siamo più due anime lontane,
il nostro urlo dev’essere di gioia,
l’eco deve spargere la gioia per il mondo.
Lascia ch’io venga con te
verso una grotta invisibile della verità,
coi capelli pettinati dalla luna
cancellando il colore dell’inganno….
Lascia ch’io venga da te,
Non m’indebolirò!
Il senso del peccato, paradiso invisibile,
è tutt’uno con la tua persona:
noi due in uno!
Allontana la sofferenza…
Aiuta i sogni a creare armonia.
Lascia ch’io venga da te !
Che sia sempre con te, che viva per te,
che sia te per sempre
perché quando sul marmo della mia tomba
verrà scolpito l’urlo della parola non detta
il tempo non scorderà,
le notti non piangeranno,
i giorni non s’incupiranno,
i crepuscoli
sembreranno aurore
e nidi di carezze.
Lascia ch’io venga da te!
Se non vorrai scavalcherò lo stesso
la siepe del buio
e siederò dentro le tue pupille.

 

I PETALI

Quando la vita bussa
sbocciando come petali di una rosa
in un’azzurra mattina di primavera,
tu sorridi.
Fatti avvolgere dalla cortina della verità,
dall’azzurro dei secoli,
fatti avvolgere dalla migrazione nell’universo.

La notte è un pozzo nero di ricordi.
Vita schiava ?
Tu non mi ascolti ?!
Il vento frusta i destini della vita.
Grida, urla,
quelle d’un bambino assetato
del seno della madre !
Il tuo cuore esplode,
schiavo in una conchiglia d’amore,
i ricordi si baciano fra loro,
bagnano il loro corpo con lacrime di cielo.
Questo amore mi spaventa,
ma di questo amore voglio morire.
Quando sarà l’ora,
come muoiono i petali dei fiori
gravati dalla tristezza dei giorni.
Ti ho amato,
non sapevo che eri lì
presso di me …
Ti ho cercato,
ma tu te ne sei andato lontano …
Il ricordo si spegne
nelle strettoie del canto
che toglie il respiro.

 

SPETTRI

Cumuli di pensieri, parvenze di scheletri
lottano fra gli spiriti…

Il tempo è nudo,
l’ira grigia.

E’ desto e inquieto
il grido della sofferenza…

Sospesa…
la vita guarda se stessa
andarsene indifferente.

 

UN ISTANTE

Un istante…

il dolore tace
quando arrivano le prime ali della morbida pioggia,

quando le gocce fresche del cielo
calmano il furore della lava
che avrebbe divorato anche se stessa.

Anila Dahriu

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