Giovanni Pistoia, “Sono i petali che fanno la rosa. Pensieri di sabbia”, letto da Dante Maffia

Sono i petali che fanno la rosa copertina anterioreGiovanni Pistoia, Sono i petali che fanno la rosa. Pensieri di sabbia, Photocity Edizioni, Pozzuoli, 2013.

Una sorpresa dietro l’altra. Giovanni Pistoia è una fonte limpida di saggezza filtrata attraverso la bellezza delle espressioni e lo scavo nell’umano e nel quotidiano. Lo aveva capito molto bene Rocco Paternostro che appena lo conobbe ne apprezzò le qualità intellettuali e poetiche al punto che s’impegnò a scrivere la prefazione al volume. Purtroppo la morte impedì che avvenisse, ma una lettera di Rocco la dice lunga sulla prima impressione ricevuta dalla lettura delle pagine di Giovanni: “Ho anche iniziato a leggere quello che tu chiami impropriamente, per troppa modestia, ‘lavoretto’, quanto al contrario è, a mio avviso, un lavoro complesso e di grande spessore sapienziale”.
Rocco avrebbe voluto scrivere il suo testo tenendo sullo sfondo Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes e aveva ragione: nelle pagine di Giovanni Pistoia c’è il fervore intellettuale e la chiarezza di uno che sa guardare lontano, che non si ferma all’oggi e non utilizza la scrittura come un fatto limitato al presente. Nelle parole di Pistoia c’è un sussurrare di indicazioni che invitano alla crescita, all’attenzione, all’altro, ad uscire dai parametri personali ed entrare in quelli universali. Insomma, “per vedere i colori bisogna saper ascoltare”, “un sorriso scioglie i ghiacciai”, “Il sapere non è pervenire alla realtà, ma superarla”, “Nulla può sostituire la parola. Niente sa parlare più della parola. Solo il suo silenzio”.
Il libro pullula di indicazioni che non hanno un preciso ordine (come ci avvisa lo scrittore) ma proprio per questo assomigliano all’andare della vita nelle direzioni che sono guidate da un fiato lontano. Giovanni Pistoia ha preso appunti occasionalmente, in posti diversissimi, ha annotato il guizzo di pensieri e di osservazioni che all’improvviso gli hanno illuminato il senso di cose che altrimenti sarebbero passate velocemente andando a far parte del fluire ininterrotto. Ma, ci avvisa Pistoia, comunque la vita non va come il fiume al mare, noi siamo il mare che a un certo punto non sa dove dirigersi.
Sia chiaro che il volume non contiene soltanto aforismi (anche se Giovanni non crede che i suoi appunti veloci lo siano), ma versi, piccoli racconti, lettere: un coacervo di momenti che sembrano fiorire da qualcosa di arioso, di magico, addirittura. E dico magico perché effettivamente ciò che l’autore scrive ci porta dentro una realtà che esula dalla faccia torva del presente duro. E’ come se ci dicesse che dietro le apparenze esistono altri mondi, altrettanto veri e densi di vita, e noi dobbiamo tentare di percorrerli per non restare impantanati sulla soglia a guardare veleggiare la storia del mondo nelle sue storture.
Non è casuale che sia Rocco Paternostro e sia io abbiamo indicato che in Sono i petali che fanno la rosa c’è il vissuto denso e palpitante di un uomo che ha abdicato da sempre all’egoismo e ha fatto della sua vita una missione dell’amore. Nelle parole di Giovanni Pistoia (non solo in questo libro) si avverte perennemente il fiato di una civiltà attenta alle ragioni dell’altro, come accennavo. Non è pura e semplice generosità, è visione di un domani che dovrebbe cominciare a coordinarsi sulle aspettative di ciò che viene detto nel libro con una semplicità che chiamerei campanelliana o, se volete, francescana, ma del San Francesco d’Assisi di cui la Chiesa non parla, scarna, viva: “Nessun uomo/donna merita di essere tenuto in una qualsivoglia forma di schiavitù. Chi è trattenuto in tali condizioni ha tutto il diritto di agire come crede più opportuno per spezzare le sue catene. La ricerca della libertà legittima ogni percorso. La ricerca della propria libertà è ricerca di libertà per tutti”.
Potrei portare altri esempi di una scrittura consapevole e aperta, fatta d’anima, di quel polline necessario che dà alle pagine di questo scrittore solitario ma tenace e autentico fino allo stremo, una spinta decisamente rivoluzionaria, ma credo che ognuno trarrà le sue conclusioni con la certezza che questo libro farà germogliare idee e passioni, speranze e progetti. Giovanni Pistoia semina e seminando dà in pasto la sua anima che fa sentire i brividi di un cammino umano assolutamente avviato alla redenzione, quella con la minuscola, quella che fa fratelli tutti nel nome della libertà, della verità e della giustizia.

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