Oggi, 26 agosto 2014, ricorre il terzo anniversario della sua morte. L’ho conosciuto appena nato, Yzu. Era l’estate del 1971 e la sua mamma, figlioccia della mia, aveva appena dato alla luce Francesco, che poi avrebbe scelto Yzu come nome d’arte. Noi bambini di città, in vacanza nel paese materno, lo guardavamo incantati. Quaranta anni… Continue Reading
I MAESTRI: Georg Trakl, scelto da Anna Maria Curci
Verklärter Herbst Gewaltig endet so das Jahr Mit goldnem Wein und Frucht der Gärten. Rund schweigen Wälder wunderbar Und sind des Einsamen Gefährten. Da sagt der Landmann: Es ist gut. Ihr Abendglocken lang und leise Gebt noch zum Ende frohen Mut. Ein Vogelzug grüßt auf der Reise. Es ist der Liebe milde Zeit. Im… Continue Reading
La Grande Guerra attraverso i versi di Giuseppe Ungaretti
“ Era ritorno a un senso acuto della natura, ed era, simultaneamente, l’inderogabile ammissione, quale fattore necessario di poesia, della genesi della memoria da rintracciare e ricostituire in noi, era lo stato acuto di coscienza che s’incontra in tutta la poesia d’oggi. Il poeta d’oggi ha il senso acuto della natura, è poeta che ha… Continue Reading
Distanze
Resta poco dopo aver parlato alle piante. Seduto in disparte o ti alzi o rimani. Se pensi di fiatare ai sassi o rimani o ti alzi. Se resti, colui che non ti crede, sosta attonito a guardarti. Tocca il femore e la tempia, a tratti il piede. Se ti alzi, fa un sorriso, liscia il cane… Continue Reading
Tre poesie inedite di Maria Grazia Di Biagio
Le mancanze si addensano sui fili delle rondini come per un’attesa. Fumano il narghilè col tempo discorrendo del meno che pesa nella fissità del posto. Un assolo di nebbia tace il rossore esausto dei filari. Del diroccato mio castello – in aria – butto le chiavi al drago.
NO alla guerra
Di più dobbiamo darci di chi è a corto di ideali. Assai di più delle sviste e le rovine, degli ansanti ” sto morendo”. E a quel paese i Palazzi, le conquiste infami, il Potere. Pelle contro pelle: controsenso, controvento. Simili, non pazzi in questo spazio spento. Uno specchio, un po’ di gel sui capelli… Continue Reading
Divagazioni leggendo Celan, di Narda Fattori
La memoria trattiene e cuce con filo inestricabile gli eventi della nostra storia, eventi che per essere ancora presenti e interagenti strutturano significati e come tante piccole mani aprono varchi al nostro sguardo , costruiscono il puzzle della nostra identità. Perdere la memoria è perdere se stessi; lo fa una malattia così infame come l’Alzheimer,… Continue Reading
Mario Luzi e l’indifferenziato dell’esistente: la sopravvivenza fra l’io e i suoi antagonisti, di Michele Rossitti
“Oh il vostro cristianesimo” gli dico. “O crepato trabocca in tutto l’altro, sia pure il deserto, oppure è un fiumicello da nulla che stagna fra gli orti sotto casa e gli ammorba”. Subito in un risucchio della mente riascolto come da un disco crudele quelle parole nette, ancora mie eppure già lontane dall’intento, là… Continue Reading




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