Per i 100 anni di Lawrence Ferlinghetti: tre poesie

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Lawrence Ferlinghetti nasce a Yonkers, New York il 24 marzo del 1919 da padre italiano e  madre di origini franco-portoghesi. Poeta, pittore, romanziere,  negli anni ’50 fonda a San Francisco la casa editrice City Lights Books ( nel 1956 esce Howl, Urlo, il poema di Allen Ginsberg) che diventa il centro del “rinascimento poetico” e il luogo di ritrovo del nascente movimento della Beat Generation. E’ autore di numerosi libri di poesie in cui alterna dedizione polemica a forti coinvolgimenti lirici. Ricordiamo: Pictures of the Gone World (Immagini del mondo passato, 1955); Berlin (1961);  Where Is Vietnam? (Dov’è il Vietnam?, 1965); Wild Dreams of a New Beginning (Folli sogni di un nuovo inizio, 1988). Ha tradotto testi di Pasolini (Roman poems, 1986).

 

IN WOODS WHERE MANY RIVERS RUN

In woods where many rivers run
among the unbent hills
and fields of our childhood
where ricks and rainbows mix in memory
although our ‘fields’ were streets
I see again those myriad mornings rise
when every living thing
cast its shadow in eternity
and all day long the light
like early morning
with its sharp shadows shadowing
a paradise
that I had hardly dreamed of
nor hardly knew to think
of this unshaved today
with its derisive rooks
that rise above dry trees
and caw and cry
and question every other
spring and thing

 

NEI BOSCHI DOVE MOLTI FIUMI SCORRONO

Nei boschi dove molti fiumi scorrono
tra le colline non sottomesse
e i campi della nostra infanzia
dove covoni e arcobaleni si fondono nel ricordo
anche se i nostri «campi» erano strade
rivedo ancora sorgere quelle miriadi di mattine
in cui ogni cosa vivente
proiettava la propria ombra nell’eternità
e per tutto il giorno la luce
come di primo mattino
con quelle sue ombre nette che adombravano
un paradiso
che mi ero a malapena sognato
e a malapena sapevo pensare
a quest’oggi dalla barba incolta
con i suoi corvi beffardi
che prendono il volo da alberi secchi
e gracchiano e stridono
e mettono in dubbio ogni altra
primavera e cosa

 

SOROLLA’S WOMEN

Sorolla’s women in their picture hats
stretched upon his canvas beaches
beguiled the Spanish
Impressionists
And were they fraudulent pictures
of the world
the way the light played on them
creating illusions
of love?
I cannot help but think
that their “reality”
was almost as real as
my memory of today
when the last sun hung on the hills
and I heard the day falling
like the gulls that fell
almost to land
while the last picnickers lay
and loved in the blowing yellow broom
resisted and resisting
tearing themselves apart
again
again
until the last hot hung climax
which could at last no longer be resisted
made them moan
And night’s trees stood up.

 

LE DONNE DI SOROLLA

Le donne di Sorolla dagli elegantissimi cappelli
sdraiate sulle sue spiagge di tela
incantavano gli impressionisti
spagnoli
Ed erano ritratti fraudolenti
del mondo
per il modo in cui la luce giocava su di loro
creando illusioni
d’amore?
Non riesco a non pensare
che la loro “realtà”
fosse quasi altrettanto reale
del mio ricordo di oggi
quando l’ultimo sole stava sospeso sulle colline
e io sentivo il giorno precipitare
come i gabbiani che si tuffavano
fino quasi a terra
mentre gli ultimi gitanti si sdraiavano
e si amavano nel giallo delle ginestre ventose
trovando resistenza e resistendo
straziandosi
ancora
e ancora
finchè l’ultimo rovente climax sospeso
a cui alla fine non era più possibile resistere
li faceva gemere
E gli alberi della notte si alzavano

 

THE DOG IN THE WHITE HOUSE

I been living here six years already
if you call it living
Talk about being cooped up
It’s a real weird scene in here
Let me tell you
You can’t lift a leg
without somebody giving you the boot
You can’t go sniffing around here either
In case you’re hoping to dig up buried bones
No sir buried bones is something my boss don’t want dug up
And when they play the National Anthem
I’m not supposed to howl
And I can’t start barking in the Rose Garden either
There ain’t no fresh air out there
My boss give a lotta speeches out there
to the press corps and assorted boot-lickers
And I’m telling you it’s no place for
a self-respecting citizen like me
I got me dog-tags just like the soldiers wear
so they can tell who’s who
whenever they get shipped home in a box
And my boss hung some kinda holy cross around me neck
to ward off flees I guess
but it don’t work
I’m telling you it’s a dog’s life around here
My boss don’t tolerate no uppity dogs
So I try to conform and even lick his shoe now & then
just like everybody else
Monkey see Monkey do
And I do have some status around here
I’m officially a Guard Dog
always on the alert to sniff out some terrorist in the woodpile
I know a terrorist when I smell one
You better believe me
because I smelled a lotta them in here
Let me tell you baby
I gotta tell you baby
I gotta come clean with the American people–
Even when I’m licking his boot
My boss totally terrifies me!

 

IL CANE NELLA CASA BIANCA

Vivo qui già da sei anni
se lo chiami vivere
Parlo di stare rinchiuso
È una scena davvero strana qui
Fattelo dire
Non puoi sollevare una zampa
senza che qualcuno ti sbatta fuori a calci
Qui non puoi neanche andartene in giro ad annusare
nel caso tu sperassi di dissotterrare ossa sepolte
No signore le ossa sepolte sono qualcosa che il mio padrone
non vuole siano dissotterrate
E quando suonano l’inno nazionale
non ci si aspetta che io ululi
E non posso nemmeno cominciare ad abbaiare
nel Giardino delle Rose
Non c’è aria fresca qui fuori
Il mio padrone tiene un sacco di discorsi qui
per giornalisti accreditati e leccapiedi assortiti
E ti dico che non è un posto per
un cittadino che si rispetti come me
Ho le piastrine di riconoscimento proprio come quelle che portano i soldati
cosi possono identificare chi è chi
ogni volta che si è rispediti a casa in una cassa
E il mio padrone mi appende una specie di croce santa attorno al collo
per scacciare le mosche suppongo
ma non funziona
Ti dico che è una vita da cani qui
Il mio padrone non tollera cani arroganti
Così cerco di adeguarmi e gli lecco anche le scarpe di tanto in tanto
proprio come fa ogni
Scimmia quando vede un’altra Scimmia farlo
E ho una certa posizione qui
Sono ufficialmente un Cane da Guardia
sempre all’erta per fiutare qualche terrorista nella catasta di legna
Riconosco un terrorista quando ne annuso uno
Devi credermi
perché ne ho fiutati molti qui dentro
Fattelo dire baby
Devo dirtelo baby
Devo confessarlo agli Americani—
Anche quando gli sto leccando le scarpe
Il mio padrone letteralmente mi terrorizza!

Lawrence Ferlinghetti (traduzione di Giada Diano)

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