La donna in poesia: Giorgio Caproni, Raffaele Carrieri, Giovanni Giudici, Charles Baudelaire, Pablo Neruda, Jacques Prévert

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Okiana Mikeli – La donna e la pittura

 

DONNA CHE APRE RIVIERE

Sei donna di marine,
donna che apre riviere.
L’aria delle mattine
bianche, è la tua aria
di sale – e sono vele
al vento, sono bandiere
spiegate a bordo l’ampie
vesti tue così chiare.

Giorgio Caproni

 

VOLGITI DALLA MIA PARTE

Lascia pinze e pinzette
E le matite che riscrivono l’occhio.
Mia bella, lascia il rosso
Che tinge il bicchiere.
Lascia scorrere la voce
Come un liquore insensato
E non correggere il tempo
Con l’ora tetra dell’orologiaio.
Mia bella, non aggiungere non sottrarre:
Lascia al pettine il divagare
E volgiti dalla mia parte.

Raffaele Carrieri

 

SENZA DEDICA

Quasi che a un troppo sole mi saluti
In bianca blusa e gonna di plissé
Socchiusi gli occhi sessualmente astuti
Giovanile discendi verso me

Al passo di un’ingenua verde via
Disegnando parole senza voce
Fabbrica della mia melanconia
La tua bocca mia sete spina e croce

Giovanni Giudici

 

A UNA PASSANTE

Urlava attorno a me la via, senza pietà.
Alta, snella, in gramaglie, sovranamente triste,
con sontuosa mano sollevando le liste
dell’abito, guarnito di ondosi falbalà,

e con gamba di statua, passò una donna: vidi,
bevvi nell’occhio suo, con spasmi d’insano,
come in un cielo livido, gravido d’uragano,
dolcezze ammalianti e piaceri omicidi.

Fu un lampo… poi la morte. Fuggitiva beltà,
nel cui sguardo, all’istante, l’anima mia risorse,
non ti vedrò più dunque che nell’eternità?

Altrove, e via di qui! Troppo tardi! mai, forse!
Poiché corriamo entrambi a ignoto e opposto sito,
o tu che avrei amato, o tu che l’hai capito!

Charles Baudelaire (Traduzione di Gesualdo Bufalino)

 

ANGELA ADONICA

Oggi mi son disteso presso una giovane pura
come sulla riva d’un oceano bianco,
come nel centro di un’ardente stella
di lento spazio.

Dal suo sguardo lungamente verde
la luce cadeva come un’acqua secca,
in trasparenti e profondi cerchi
di fresca forza.

Il suo seno come un fuoco di due fiamme
ardeva in due regioni sollevato,
e un duplice fiume giungeva ai suoi piedi
grandi e chiari.

Un clima d’oro maturava appena
le diurne longitudini del suo corpo
empiendolo di frutti distesi
e di occulto fuoco.

Pablo Neruda (Traduzione di Giuseppe Bellini)

 

IL FIUME

I tuoi giovani seni brillavano alla luna
ma lui ha buttato
il gelido sasso
la fredda pietra della gelosia
sul riflesso
della tua bellezza
che danzava nuda sul fiume
nello splendore dell’estate.

Jacques Prévert (Traduzione di Bruno Gigli)

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4 commenti
  1. Forse, in aggiunta a queste poesie, il mio libro o qualche suo estratto non avrebbe sfigurato. Metto qui una breve presentazione, se mi è permesso.
    Thauma.prom.docCarissimi amici e non amici, conoscenti e sconosciuti,
    C’è stato S. Valentino ed ecco qui, poco oltre, s’apre la meraviglia delle donne, l’8 marzo!
    Che cosa regalare alle nostre spose o fidanzate, amiche affettuose, corteggiate o corteggiatrici, oppure alle nostre amanti, e agli stupori ambulanti a cui va la nostra ammirazione e vi resta e vi s’avvolge?
    Un gioiello?.. Un vestito?… Delle rose?… Ma a dire la nostra meraviglia non val bene un libro?…
    Un bel libro? O diciamo semplicemente il mio libro? Il quale così si nomina e qualifica:

    Domenico Alvino, Thauma Donna Domina Domus Prima, Loffredo Editore, Napoli 2014.

    Contiene tutto sulla donna e per la donna, come si legge in quarta di copertina:

    “Ci son momenti dell’apparire miracoloso della donna, i luoghi toccati da tale miracolo, il miracolo stesso che si compie, il polverio luminoso che ne resta. E poi vi sono ritratti di taumaturghe del sogno, e l’ascesa di Eros per loro grazia. Ma vi è anche il potere grande che hanno sul nostro animo, potere che può essere angelico o a volte anche distruttivo, come di furie che erompano dall’inferno, o si può tacere in carni chiuse ad ogni seduzione e stimolo. E di conseguenza vengono cantati addii, ed il vuoto che ne resta col dissolversi del sogno. Il tutto poi viene disciolto in canzoni, che sono di lode o di rimpianto o di melanconie patite, o nostalgie o rassegnata contemplazione. L’ultima canzone viene a dichiarare che inestinguibile e perenne resta in noi uomini il desiderio di correre da lei.”

    Sono certo che se ne gioverà l’amore.

  2. Bellissimi intensi testi, ma avrei preferito poesie di donne, che danno testimonianza non solo di amore, ma anche di sofferenza e desiderio di pace. Annamaria Ferramosca

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