Una poesia di Piero Bigongiari scelta da Paolo Ruffilli e un suo breve ricordo

bigopierÈ il centenario della nascita di Piero Bigongiari, che era nato a Navacchio il 16 ottobre del 1914. Persona straordinaria per gentilezza e umanità, coltissimo conoscitore dell’avventura letteraria non solo italiana della modernità, era un poeta delicato e raffinatissimo oltre che saggista fornito di una capacità critica in grado di sondare le profondità più inesplorate. Nella sua produzione poetica molto contenuta, esprimeva il senso di una intangibilità del reale nonostante tutti gli strumenti e gli sforzi conoscitivi, così come la coscienza di una inconsapevolezza rispetto al bene e alla gioia che pure accadeva di incontrare sulla propria strada accanto al male e al dolore. Bene rappresenta quel suo mondo oscillante eppure fermo nella sua visione la poesia che ho scelto per ricordarlo, dal titolo emblematico.

 

NON SO

Nell’umido brillare dei tetti,
nel calare del sole tra scogliere
di strade, non so cos’altro aspetti,
s’altro dichiari con parole rade
ai passanti, ai vetri ciechi del tram,
e a un tratto molto so della speranza,
ma non so neppure cosa si perde
nell’ansimo dell’aria, quasi un battito
accelerato di motore,
quasi tacchi più fitti, una catena
che si tende, gli occhi un poco più desti.
Ma lo sguardo è dentro le cose
a cercarvi la buccia tra la polpa,
e non v’è colpa sufficiente per la nostra gioia,
nemmeno la speranza e la solitudine:
tu sai che non so, tu sai che puoi chiedere.

(26 novembre ‘45)

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