Quattro epigrammi di Pier Paolo Pasolini

 

Pierpaolo_Pasolini

AI LETTERATI CONTEMPORANEI

Vi vedo: esistete, continuiamo ad essere amici,
felici di vederci e salutarci, in qualche caffè,
nelle case delle ironiche signore romane…
Ma i nostri saluti, i sorrisi, le comuni passioni,
sono atti di una terra di nessuno: una … waste land,
per voi, un margine, per me, tra una storia e l’altra.
Non possiamo più realmente essere d’accordo: ne tremo,
ma è in noi che il mondo è nemico al mondo.

A COSTANZO

Idiota! Cercami dei seguaci, inventarmi una cerchia?
Io non credo nell’esistenza del tuo mondo,
dove si cercano seguaci, dove s’inventano cerchie.
Sei un cadavere: e mi credi con te in una tomba.

A GEROLA

Stilistico anche tu! Anche tu filologo!
Fino a ieri eri uno dei cento poeti incerti:
adesso fai elenchi di aggettivi, fissi origini,
sei sensibile ai clic, individui spie;
e scopri come implicito l’esplicito,
dimostri non poesia le mie non poesie.

A ME

In questo mondo colpevole, che solo compra e disprezza,
il più colpevole son io, inaridito dall’amarezza.

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