Tornano i giorni del lancio del peso a raggelare accasciata zavorra. Pendenze mascherate da colline o da strapiombi, a seconda del caso, mimano di Sisifo il vecchio gioco – scosceso lui o il masso, poco importa. L’androne non è porta, avverte loro ghigno, rifilando colpi di tacco. Anna Maria Curci Fui rasa al suolo dal… Continue Reading
Cinque poesie di Alberto Accorsi da “Odì”, CFR edizioni – 2014
“E’ la ricerca dell’individuo, quella che tenta Accorsi, di chi si realizza come animale sociale soltanto a patto di declinarsi nel suo esserci per e con l’Altro. In tale quadro risulta irrinunciabile l’impatto con il mondo e la lettura dei fatti che accadono squarciando il velo di una realtà fruibile soltanto su piani di conoscenza… Continue Reading
“Le scale”, poesia di Luciano Nota, dalla raccolta inedita ” Per farmi sentire”.
Le scale questi ansanti tabernacoli bianchi marmi sui quali gli umani pavimentano l’anima. Scale fatte d’aria dove non ruotano i venti. Scale adorne che separano i ferrati dai lenti. Scale in stile gotico, apostolico che non portano a Dio nè alla sacralità dell’Essere. Scale intime, abissali sotto boschi dove urlano i corvi. Le scale questi… Continue Reading
Perché l’Europa ci ha scelti – Matera capitale europea della cultura 2019 – di Maria Grazia Trivigno
La mia terra è ciò che incide duramente il dorso e nel petto si stagna. E non sarà mai spina ma cima. Luciano Nota Osservo il logo, quello strano simbolo fatto di filamenti color argilla che si allungano verso l’alto e verso il basso. E fissandolo finalmente capisco: è la parte alta della città che… Continue Reading
Dopo un sogno di ribellione e la ferita ingoiata dall’usignolo
Fu il più semplice gesto ingrandire il cuore, posizionare l’urlo ai piedi del cadavere. (Un millennio di voci, di abiti ripetitivi vivi… brividi senza radici). Lo vedo, lo vedi quanto fatica il sangue, quanta parte di quel tratto è bersaglio al senno. E fu il più giusto gesto rivedere il ferro in un metallo più… Continue Reading
“Je n’ai plus meme pitié de moi” di Guillaume Apollinaire tradotta da Luciano Nota
Je n’ai plus meme pitié de moi Et ne puis exprimer mon tourment de silence Tous les mots que j’avais à dire se sont changés en étoiles Un Icare tente de s’ élever jusqu’ à chacun de mes yeux Et porteur de soleils je brule au centre de deux nébuleuses Qu’ ai-je fait aux betes théologales… Continue Reading
L’upupa, poesia inedita di Luciano Nota
La colpa cucita sulla palma della mano non è la coscienza nelle unghie delle dita. La sera intona fuochi. Il nero veste e si ricicla. Lo zero come offerta si rinnova senza essere fonte. L’upupa è il fertile ladrone che ruba raggi ai carretti della notte. Luciano Nota
Anna Maria Curci traduce e legge ” Le anziane lucane” di Luciano Nota
( fotografia di Dario Caruso) Le anziane lucane Le puoi ancora incontrare con bluse rammendate e scialli neri poggiate agli usci delle case. Col santino nel grembiale parlano ligie dei figli lontani limano con cura i grani dei rosari. Sono loro le anziane lucane abili querce che sfuggono i tempi. Con gli occhi dipinti… Continue Reading




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