Una poesia di Anna Maria Curci, Maria Grazia Di Biagio, Paolo Ottaviani, Luciano Nota. ( La presenza di Erato riaprirà il suo cantiere poetico mercoledì 10 dicembre)

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Tornano i giorni del lancio del peso
a raggelare accasciata zavorra.
Pendenze mascherate da colline
o da strapiombi, a seconda del caso,
mimano di Sisifo il vecchio gioco
– scosceso lui o il masso, poco importa.
L’androne non è porta, avverte loro
ghigno, rifilando colpi di tacco.

Anna Maria Curci

Fui rasa al suolo
dal cielo sanguinario di una sera.
Mi rese muta incandescente luna
ed ebbe l’accortezza
di non voltarsi indietro.

Maria Grazia Di Biagio

Toccano le foglie e la memoria
azzurra dell’ellissi
planano sugli ossidi tra cimase
sgretolate i balestrucci
inquieti sulla smarrita via.
Non chiedono che il nido sfidi l’eterno.
È l’uggia passeggera dello stentato volo
la tegola divelta
i platani bruciati del viale
il crollo subitaneo di quest’ora
a ridere sui tetti tra le antenne.

Paolo Ottaviani

Apparire per me
è stato un atto vero.
Ancor più veritiero
il mio essere oscuro.

Luciano Nota

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4 commenti
  1. Caro Luciano, non finisci mai di sorprendermi! Grazie per questo nuovo, graditissimo dono. Un forte abbraccio a te, ad Anna Maria e a Maria Grazia… io sono così emozionato che, per sfuggire al batticuore, sto pensando di rimanere a Perugia… Scherzo ovviamente, non vedo l’ora di conoscervi e di ascoltarvi!

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