Cinque poesie di Alberto Accorsi da “Odì”, CFR edizioni – 2014

poesie di accorsi“E’ la ricerca dell’individuo, quella che tenta Accorsi, di chi si realizza come animale sociale soltanto a patto di declinarsi nel suo esserci per e con l’Altro. In tale quadro risulta irrinunciabile l’impatto con il mondo e la lettura dei fatti che accadono squarciando il velo di una realtà fruibile soltanto su piani di conoscenza che si intersecano tra loro, pur rimanendo distanti. Come in una rappresentazione pittorica di Bosch”.

(dalla prefazione di Ivan Fedeli)

“E, se la vita, coi suoi assilli e i suoi affanni non è una tragedia, va quindi accettata e abbracciata, affrontata e illuminata, così la morte non è crudele: Nessun fiordaliso si vede ormai/ da tempo/ nel campo di grano. E’ poesia matura, poesia sfrondata e nuda ma senza compiacenze di nudità. Sembrerebbe nata così se qualche piega non mostrasse i paramenti smessi, alcune fronde cadute”.

(dalla nota di lettura di Luciano Nota)

ARGO

Due argonauti
il resto è onda:
una cammina in città
sotto il sole cocente
tiene aperto l’ombrellino.
 
L’altro pedala.
Ha una bandiera rossa.
Incosciente?
Con la falce e il martello
piantata dietro, nel carrettino.

 
 
AUTUNNO
 
Non ti piace la sua luce,
primaverile
come quella di uno sguardo timido?
Non ti piace il suo tepore
il suo profumo di aghi di pino?
 
Eppure è lo stesso, non ricordi?
Quello che ci osservava giocare con i noccioli
delle pesche…
li lanciavamo in aria per poi
prenderli al volo.
 
Dopo aver raccolto
con la stessa agile mano
gli altri che, poveri illusi,
erano rimasti sulla sabbia.
 
 
DEDICATA A LEI
 
Vorrei
tra l’apparire e
lo svanire
 
la complicità
di un gioco effimero.
 
Vorrei
nell’alito che spira
 
il suo viso
uscir dall’ombra
al lume di candela.
 
 
MODE
 
Nemesi
l’angoscia che ora stringe le gole
dei legnosi insetti neri.
 
Ieri
sciamavano a piccoli gruppi per
le strade bancarie di Sondrio.
 
Belle
le loro ragazze in casual vestite
abiti finto-stracci-lusso la elegante.
 
Mimesi
di quelli che tra i sacchi di spazzatura
sonnecchiano ancora.
 
 
VITA A DUE
 
Non ti seguirò nella tomba
dei tuoi lavori inutili
a me
piace cercare la differenza
tra il geco e il ramarro
 
o ripensare a quella volta di mio nonno
e sorridere degli inconvenienti
poco seri del tabarro.
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2 commenti
  1. In queste poesie ritrovo quel suo fare schivo, di poche parole, la sua attenzione che sentivo silenziosa le volte che ci capitò di incontraci. Sono lieto per l’uscita di questo suo libro, è un buon evento e gli mando i miei migliori auguri.

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