Rossella Seller, “Antenati del Futuro”, Bertoni – 2020, lettura di Gino Rago

antenati-del-futuroIn questo breve romanzo psicologico-esistenziale in versi, congedato con il titolo Antenati del Futuro, Rossella Seller si muove linguisticamente nella lucida contezza di due fattori della contemporanea condizione umana, la precarietà del pensiero non identificante e la quieta consapevolezza che ciò che possono continuare a dare le parole poetiche all’uomo del nostro tempo forse non è granché ma è pur sempre qualcosa di ineguagliabile, di insostituibile, di importante contro la «atroce morsura/ di nafta e di sterco» che ci soffoca, per dirla con il Montale di quell’alluvione che a Firenze sommerse il pack dei mobili e che segnò la fine della identità dei grandi filoni del simbolismo, del decadentismo, dell’orfismo e dei suoi ultimi rappresentanti.

E ancora Montale ritorna come un’eco di antiche lontananze in

Comacchio

L’anguilla vide l’alba e si innamorò
del canale che portava al mare
e dell’uomo che alle prime luci
la catturava senza prenderla.
Sarebbe scivolata fuori dal cesto
anche l’ultimo giorno del predatore
nobile e lui non l’avrebbe fermata.
Senza trabucco e lenze sarebbe stato
un vecchio qualunque,
deposta l’armatura lucente
l’avrebbe tradita per andarsene
al bar e alla briscola.
L’anguilla vide l’alba e si innamorò
del canale che portava al mare
e provò una fitta per l’uomo
che stava perdendo,
l’antagonista leale, il custode
delle ninfe tra i canneti.

versi nei quali l’anguilla si fa anche in Rossella Seller, come fu in Montale, correlativo oggettivo del vivere caricandosi di facoltà di trasformazioni e di valenze simboliche, semantiche,metaforiche, allusive e allegoriche ad elevato impatto emotivo, anche in virtù di una sapiente tessitura poetica fondata sui sostantivi canale-canneti-custode-lenze-trabucco-mare-cesto-canale-predatore, i quali, eletti a correlativi oggettivi secondo la poetica di Tomas S. Eliot, disegnano il perimetro della Weltanshauung dell’autrice all’interno del suo modo di leggere e di sentire il mondo e anche la Storia. Rossella Seller non si sottrae al duro confronto con il tempo che nei suoi versi oscilla fra pre-modernismo (il ciclo delle stagioni) e modernismo, con aperture verso l’ipermodernismo, come mostra di fare sia nei versi di

Vapore estivo

L’oceano prende, l’oceano restituisce.
La nenia accompagna i marinai
che avanzano nell’acqua.
Galleggiano languidi fino a quando
l’onda accarezza le spalle
e tutto il resto scompare.
La chiamano libertà questa leggerezza
di intenti e di ossa.

sia in quelli di

Vapore invernale

Un treno passa
lo sguardo si frantuma
sull’ombra dell’immagine violata,
su un finestrino che lascia
nel cuore del passeggero
le linee curve della luna.

Due testi brevi dai quali emergono l’estetica della archeologia del presente e la poetica del viaggio che l’autrice affida alla memoria. Parlerei quindi di poesia tendente al quadri-dimensionalismo perché al poetico tridimensionale tempo-spazio-profondità, (psicologia e scavo psicologico) la Seller aggiunge la quarta dimensione, la Memoria. Una poiesis quadri-dimensionale in cui giocano un ruolo possente le immagini nei loro inestricabili legami con le parole, almeno secondo questa idea di Iosif Brodskij:« Le immagini rappresentano il contro movimento delle parole. C’è un rapporto debitorio tra le immagini e le parole, o un rapporto creditorio, uno squilibrio della contabilità, della partita doppia». Il tutto avviene in accordo con quanto, sulla poiesis e sul rapporto parole-versi, Giorgio Linguaglossa scrive:«I versi devono avere una solidità data dall’insieme delle parti affastellate e legate insieme. Affastellate non nel senso di riunire con disordine ma di riunire tutto ciò che è necessario e specifico a un verso affiancato a un altro verso composto, riunito e stratificato a suo modo, secondo sua necessità…». Misurandosi con il tempo, la Seller afferma e indica la cifra tematico-stilistica della sua ricerca poetica la quale si aggrega intorno alla questione delle questioni: le parole abitano la temporalità in un posto che è l’originaria patria linguistica del poeta, il luogo della poiesis fatto di spazio/tempo e di Memoria, l’unico luogo nel quale cercare le risposte alla domanda: «Quale è il legame che unisce l’essere al linguaggio?».

Gino Rago

 

Davanti al ritratto (1)

Passo agli angoli del tuo viso
sulle labbra tese a lasciare un segno
contemplo la piega intrusa del naso.
Hai passato secoli a cercare
risposte immortali, domestiche conferme
e mi vieni incontro sconosciuto fratello
simile allo sguardo curioso
di chi mi passa accanto
in questa piazza affollata oggi.
Intuisco una finale conquista
al fondo del viaggio quando
riponi la maschera tragica
e ti consegni al pennello dell’artista.
Nell’ordine ignoto i tuoi occhi
hanno visto molte ombre
e mi invitano a sorridere.
Il tuo enigma è un sussulto.

(1)In presenza del Volto di Ignoto di Antonello da Messina.

 

Terzo millennio

Alla fine passammo il millennio
soli nell’universo,
nessun argine al fiume delle paure
tranne la curva delle stagioni
che scorre senza accadere
e ci consegna alle ombre dentro le selve
alla lotta e al lamento del branco.
Mormora la terra un fiato corto di veleni,
ansima e si ribella quando gonfia i vulcani
quando l’oceano trabocca
nelle note del tuono.
Al culmine della pulsione animale
si fa largo l’uomo
povero equipaggio e fiero,
il corpo teso in una magia di simboli
porta il fuoco e l’acqua che lo spegne
inutile rimedio ai tamburi della guerra.
Abbiamo rinunciato a scaldare la capanna
comune per tessere una tela di ragno
ostile lungo il confine alieno.
Il puntino Terra aggrappa al ramo
la scimmia a cui torneremo e ci plasma
nell’incompiuto malanno del tempo.


Vapore dell’autunno

Il pensiero è un pendolo
nell’andamento taciturno dell’anziano
che si appisola e si sveglia
un dondolio leggero con cui
si appisola e si sveglia mentre sogna
il fuoco della gioventù.

Rossella Seller


Rossella Seller è nata a Bari, ma vive a Roma da molti anni, dove lavora come medico, psichiatra e psicoterapeuta. Svolge anche attività di ricercatrice e divulgatrice scientifica ed è docente di Educazione Terapeutica nei corsi di formazione medica. Appassionata viaggiatrice, scrive racconti e poesie spesso dedicati ai suoi incontri, alle storie che la coinvolgono ed ai luoghi della memoria. Giovanissima ha creato un programma radiofonico sulla poesia italiana ed è stata finalista del concorso letterario “Guido Gozzano” a quindici anni. Nel corso del tempo ha ricevuto premi (nel 2005 vincitrice del Premio “Anguillara Sabazia”) e riconoscimenti letterari; diverse sue poesie sono presenti in riviste, raccolte antologiche e blog letterari. Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta “Nello Specchio di Alice” (Lietocolle Ed. – Como), con cui ha vinto il Concorso Poetico “Città di Bellizzi” nel 2009. Più volte è stata invitata in diverse città italiane dove ha letto i suoi testi, inseriti anche in opere teatrali e all’interno di spettacoli musicali.

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