Poesie di Grigore Vieru, a cura di Maria Grazia Ferraris

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Grigore Vieru,  Pererîta, Moldavia, 14 febbraio 1935 –  Chișinău, Moldavia, 18 gennaio 2009

La traduzione di un’antologia poetica- “Orfeo nasce nell’amore”, curata da Olga Irmiciuc, ed Graphe.it, 2010, per l’associazione Italia-Moldavia, recentemente proposta al pubblico varesino, ci offre la possibilità di leggere e studiare il poeta più noto e amato oggi in Moldovia: Grigore Vieru. Un poeta semplice, amato dal suo popolo, radicato nella sua storia, dalla comunicazione essenziale, emozionale, che sa assimilare dentro le sue strutture stilistiche privilegiate il linguaggio quotidiano, gli oggetti più comuni, le esperienze più condivisibili; capace di prendere per mano il lettore per portarlo nell’autenticità dei sentimenti e dei valori che esprime. Benché si parli di culture diverse, di valori radicati nella storia di un paese di cui poco conosciamo, la cui cultura si fonda su valori storici stratificati, possibili sono per noi i riferimenti ad alcuni dei nostri poeti: ad Ungaretti, per esempio, per lo stile spezzato, la brevità e l’incisività, aliena dalla retorica; si odono echi crepuscolari, nella valorizzazione dei sentimenti, i valori morali, che prescindono nondimeno dal pessimismo esistenziale decadente, così come sentiamo echi sabiani nella rievocazione del dolore che proviene dal profondo e dalla storia sofferta, e la musica della parola, prima di ogni ricerca stilistica o retorica. Un artista, G. Vieru, che è riuscito ad abbinare l’armonia classica con la curiosità moderna dei temi simbolisti e rilkiani nel valorizzare la carica emotiva delle parole essenziali, come Amore, Vita, Madre, Morte…..

IO ABITO

Abito alla periferia
d’un amore.
Nel mezzo
vive la mia fede.
Abito alla periferia
d’una canzone.
Nel mezzo
vive la mia speranza.
Abito alla periferia
d’un pane.
Nel mezzo-
c’è il mio amore per voi.

Interrogato su cosa significasse per lui l’amore per la madre, cui ha dedicato molte poesie, spiegò: “È la dignità della casa dei tuoi genitori, del posto in cui sei nato, la stabilità, la lingua – tutto. Chi non ha una madre non ha nulla. Il libro più antico del mondo è la madre; il libro più bello del mondo è la madre”: la madre, la lingua, la patria.

NELLA TUA LINGUA

Nella stessa lingua
tutto il mondo piange
Nella stessa lingua
ride l’Universo.
E solo nella tua lingua
accarezzare puoi il dolore
e trasformare in canto
la felicità
Nella tua lingua.
vivi l’amore materno
senti il sapore del vino
e gusti un vero pasto….
Ma quando tu non puoi
nè piangere né ridere,
quando cantar non puoi
e accarezzar non puoi
davanti alla tua Terra
davanti al tuo cielo
nella materna lingua,
vivere il silenzio puoi.

Intense sono le sue parole: « C’è chi desidera volare nello spazio. Ebbene, io per tutta la mia vita ho sempre desiderato attraversare il fiume Prut. Ci sono riuscito solo in età avanzata – all’inizio degli anni ’70. Penso che quello sia stato il giorno più felice della mia vita. » Il fiume Prut “dalla riva dolente” funge da confine tra la Romania e la Moldavia e Grigore Vieru, ha lottato per tutta la vita per un ideale: l’unificazione delle terre separate dal fiume. Secondo il poeta tale unificazione sarebbe dovuta avvenire salvaguardando la lingua del suo popolo dalla degradazione dovuta alle incursioni degli “occupanti” sovietici. Si spiega così l’importanza della lingua per gli abitanti del paese e i temi della casa, della famiglia, delle radici che si identificano con i simboli del pane e del mito materno, topos onnipresente nella poesia moldava. Articolato è il tema d’amore che si volge naturalmente anche alla donna, sviluppandosi nel tema giovanile dell’innamoramento appassionato, in quello adulto che si evolve verso l’inevitabile vecchiaia :

UNA CALDA NEBBIA

“Dove sono le foglie/ nutrite dal sangue?!
del nostro amore?!
Dov’è il verde sangue
delle nostre giovani foglie?!
Dov’è l’uccello
svegliato all’alba
dai sussurri del nostro amore?!
Dov’è il nostro amore
svegliato all’alba dai canti dell’uccello?!
Una calda nebbia di foglie
scivola tra gli alberi
e io mi appoggio a lei, /amore,
come una volta, come una volta,
mi appoggiavo
al suo assonnato corpo.

La raggiunta maturità porta con sé la quiete,l’amore si allarga includendo la natura e l’inevitabile scorrere del tempo fino all’inevitabile fine.

Ah, sempre più quieti diventano il mio verbo,
il mio amore, e anche la mia vita.
Come i fiori di tiglio sul fiume
così piano il sonno scende sul mio viso.
Nel sogno mi appare un canto
ed io canto con la voce d’amore:
“Prendimi la lacrima, ma lasciami gli occhi,
prendimi l’acqua, ma lasciami la sorgente”.
“Sei triste, ti prepari per l’inverno?”,
sembra chiedere l’amor mio.
Ed io serenamente le rispondo:
“Mi preparo per erba e fiori”.

L’amore rimane nondimeno il centro propulsivo della vita, il sentimento che in un richiamo circolare ha dato senso alla vita e alla morte.

QUANDO

Quando morirò,
seppelliscimi
nella luce dei tuoi occhi.
La gente
venuta al mio funerale
rimarrà inginocchiata
per sempre davanti a te.
Perché nessuno
giochi sulla mia tomba,
e non mi posino, come gli avi,
sotto erba e terra-
seppelliscimi nella luce
dei tuoi occhi,
tu, mia donna della fine,
tu, mia donna dell’inizio.

Il tema materno, continuamente ed instancabilmente ripreso, illumina la vita di Vieru con incredibile dolcezza, quasi si invertissero i ruoli madre-figlio:

NINNA-NANNA PER MIA MADRE

Dormi, dormi, cara mamma,
dormono i tuoi nipoti dolci,
dormono, lavati, i piatti,
dorme fresco anche il bucato,
dormono le scale stanche
del mio nido di pietra,
dorme silenzioso il grillo
nel campanello della porta,
dorme la tua vecchia casa,
dorme, sotto terra, la vigna.
Dormi! E nel sogno, vicino al mare,
sentiti una ragazza,
e accanto ad una corda,
sentiti una bambina.
Rivediti ancor prima:
quando eri senza ricordi
una piccola piccina.
Dormi, madre mia incanutita,
dormi, madre mia amata!

Il rapporto tra il poeta e il regime non fu certo facile. Viene ben descritto dalla poesia Formulario,che riproduce lo schema dell’interrogatorio cui il cittadino deve sottoporsi, per la richiesta di documenti o permessi di uscita dallo stato. Ma le risposte manifestano il rifiuto, la ribellione alla logica inquisitoria dominante e spostano in chiave metaforica ogni interpretazione che potrebbe essere censurata, perché giudicata sovversiva, pericolosa o sospetta.

FORMULARIO

-Nome e cognome?
-Io.
-Anno di nascita?
-L’anno più giovane:/ quando si amarono/i miei genitori.
-Stato sociale?
-Aro e semino/ quella collina vicino ai boschi./conosco tutte le doine
– Professione?
-Mi affatico nella miniera delle parole.
-Genitori?
-Ho solo la madre.
-Nome della madre?
-Madre.
-Che occupazione ha?
-Aspetta.
-Sei stato mai giudicato?
-Son stato rinchiuso per qualche anno:/in me.
-Hai parenti all’estero?
-Sì. mio padre sepolto/ in terra straniera.

I suoi riferimenti culturali vanno cercati nella grande poesia romena, ed in particolare nel grande cantore Eminescu, poeta della Patria, il poeta del cuore,il poeta dei tigli, il poeta della malinconia, dell’espresso e dell’inespresso. A M. Eminescu, il poeta amato, il padre, Grigore Vieru dedicherà una sua poesia:

GIURAMENTO

Lo so: prima o poi a mezzanotte
O all’alzarsi del Sole,
I miei occhi si chiuderanno
Ancora sopra i libri Suoi.

Allora, perverrò, magari,
Vicino quasi al suo centro.
Ma non chiudete il libro
Come le mie palpebre ghiacciate.

Lo lascerete così, aperto,
Al fine che mio figlio e mia figlia
Leggeranno oltre ciò
Che loro padre neanche è riuscito.

E se loro non coglieranno
La voce atavica della bùccina,
Componetelo per me come cuscino
Con tutti i boschi nella reboante bufera.

Alcune poesie raggiungono poi una forza metaforica potente e riassumono con grande efficacia in una sintesi le tematiche via via liricamente espresse dal poeta nel tempo, in un dialogo interiore di chiaro-scuri intimi ed incantati che illuminano la sua vita e la sua opera.

ARPA

Pensavo che sapessero suonar anche i serpenti.
Li posi come gravi corde all’arpa
accanto al cirro e alla vite
e al sacro filo dei capelli di mia madre.
Sotto la pianta di mele mature
essi suonavano meravigliosamente.
ma, mentre nella notte oscura,
attraversavo i boschi, solitario,
si misero a fischiare selvaggiamente.
Tentarono di mordermi la mano, il volto,
di storcere la vita al mio canto.
Suonai, allora, la materna corda
sotto gli antichi rami di abete.
Di corsa gli amici arrivarono.
E quando mi svegliai e l’incubo sparì,
scoprii che una corda incanutì.

Colpisce la capacità di Vieru di restare avvinghiato al mistero, pur sentendosene in periferia: “Abito alla periferia / d’un amore. / Nel mezzo / vive la mia fede”. Fede e dubbio, laici, fusi tra di loro. “L’Amore è inteso come legge sovrana, come armonia di contrari, le cui radici non conosciamo, ma che vengono dal medesimo ceppo: il mistero. Mistero di cui non possiamo dir nulla, ma che possiamo vivere con semplicità e con amore.” . “Arpa”, con l’immagine dei serpenti che aiutano il poeta a suonare la melodia, e all’improvviso si trasformano, nella “notte oscura”, in un incubo orribile e minaccioso sono una metafora delle contraddizioni umane e della fatica del vivere in armonia che vale per ogni uomo, in qualsiasi geografia o tempo viva. “E quando mi svegliai e l’incubo sparì, / scoprii che una corda incanutì”.

Maria Grazia Ferraris

 

A-1155759-1506787402-3835.jpegGrigore Vieru (14.02.1935- 18.01.2009) nato in un villaggio della Repubblica Moldova è uno dei più importanti rappresentanti della poesia romena contemporanea, alla periferia dell’Europa, in un Paese con un destino particolare ed una storia tormentata. Debutta nel 1957 con un volume di versi per l’infanzia, dal titolo Allarme. In pochi anni diviene il poeta moldavo più amato dai bambini. Apprezzando il suo impegno morale e poetico per la diffusione dei valori fondamentali dell’umanità, l’Accademia Romena propone, nel 1992, la sua candidatura a Premio Nobel per la Pace. Nel 1968 l’opera Il tuo nome entra a far parte del curriculum letterario delle università moldave. Tale libro viene stimato dalla critica letteraria come la più originale opera poetica del periodo. Nel 1989 viene eletto al Parlamento moldavo e prende parte alla campagna per l’unificazione di Romania e Moldavia. L’opera di Grigore Vieru è stata apprezzata anche all’ estero: nel 1988 ha ricevuto il prestigioso Diploma d’Onore Andersen e nel 2007 è stato insignito, a Ginevra, della medaglia d’oro della World Intellectual Property Organisation per la sua intera attività letteraria. Il 15 gennaio 2009 Grigore Vieru viene coinvolto in un incidente automobilistico che lo porterà alla morte. Il presidente della Repubblica Moldava, Vladimir Voronin, proclama il lutto nazionale per i funerali del poeta

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