Cinque poesie di Marco G. Maggi

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Mi chiedi…

Mi chiedi se ho paura
se provo la febbre alle ossa
arrancando sul versante più ripido
della tua montagna.
Tu non conosci i treni che presi
negli inverni di freddo e di neve,
del resto,
come potresti saperne qualcosa?
Non conosci le notti passate
a viaggiare senza mai posa
la sigaretta ed un biglietto timbrato
per una sola corsa.
Allora, forse, capiresti
che il mio ignoto
è dentro i confini di un amore
ed io, su quel traliccio spinato,
camminai con il cuore.

 

Un vecchio portafoglio

Spesso i giorni
portano indosso le sembianze
d’un vecchio portafoglio usato
con i lembi slabbrati della pelle
il tessuto consumato.

Negli anni conservava i documenti
qualche foglio di denaro
ora è vecchio
abbandonato in un cassetto
come un corpo inanimato

Tanti giorni nascondiamo
al nostro sguardo
le ricchezze del Creato
rincorriamo
nell’affanno disperato
il clamore di un abbaglio

tra le pieghe
qualche moneta
fuori corso
tralasciata lì per sbaglio.

 

A volte…

A volte vite certe risorgono
come da una foiba nella terra
con le sembianze che si sgretolano
tradite dall’orpello delle cose
da un’impronta senza amore
statue di gesso che aspettano
di fermare il passo sulla pietra
accarezzando quel che resta
e cercano di salvare qualcosa
nell’attimo di vivere se stesse

 

Solo questo (Anni 80’)

Alla fine era solo questo
tutti guardavano altrove
gli occhi nudi e senza ciglia
il giubbotto e le scarpe col nome
Qualcuno è già morto
altri ormai andati chissà dove
quasi scomparsi nella parafrasi
forse in un apostrofo di noia

qualcuno la chiamava giovinezza

 

Un alluvione

Lo senti questo borbottio?
E’ il torrente che, ogni tanto,
per qualche bizzarria, si crede fiume
ed impone le sue acque alla pianura
Ma è la mia terra
e tra i pioppi respiro un’aria di flagranza
come quando, dopo un lungo viaggio,
arrivo sotto casa e dico:
“sono qui, sono venuto per restare”

Foto a Firenze di MARCO MAGGIMarco G. Maggi è nato a Tortona il 16 Novembre 1968, vive a Castelnuovo Scrivia (AL). Ha iniziato a scrivere poesie dalle Elementari, a metà degli anni 70′, periodo in cui alcuni testi furono pubblicati su un settimanale locale nella rubrica “La poesia di Marco”. Dopo alcuni lustri poeticamente infecondi, di lavoro e di viaggi in giro per il mondo,  pur leggendo molto e mantenendo vivo l’interesse per la parola, ha ricominciato a scrivere e ad occuparsi attivamente di Letteratura e di poesia da poco tempo. Sue poesie sono state pubblicate e selezionate su numerose antologie di concorsi e premi letterari dove ha ottenuto diversi riconoscimenti. Nel febbraio 2014 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica, intitolata “Punto di fuga”, presso i tipi di Collezione Letteraria della Puntoacapo Editrice.

 

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1 commento
  1. la poesia a volte può far venire in mente un verbo, uno che mi sembra bello come suono più del più neutro ricordare: rammemorare, ecco che cosa Maggi ha prodotto in me con treni e vecchi portafogli ecc., rammemorare. Grazie.

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