Rosaria Di Donato, “Lustrante d’acqua”. Appunti di lettura di Anna Maria Curci

copNella quarta silloge di Rosaria Di Donato è lo stupore a soffiare sui versi, ad animare la meditazione. La parola prende quota, ma non dimentica la terra. L’abbandono fiducioso si affianca alla coscienza, le presta ali e speranza. La lirica che dà il titolo alla raccolta ha, in questo senso, tutti i connotati del manifesto programmatico:

 

 

 Lustrante d’acqua

riaccedere a ciò che ci è stato tolto
vuol dire avere le possibilità
non negate dell’ancora
avere il tempo svincolato da ipoteche
il sorriso intriso di attese
che l’anima desta schiude
al pensiero di nuovo infinito

sospeso tra orizzonti
lustrante d’acqua il mondo
rinato dal diluvio
accolto con battito d’ali
fluttuante al tatto e reso vivo
da un sonante disegno di colori
manto avvolgente profili stagliati

all’orizzonte assurti
monti protesi-volti
cime innevate maestose
raccolte al chiarore del giorno
come gocce di rugiada su un fiore
corolla di fresco mattino
dischiusa al nascente tepore

(p. 43)

Il desiderio di rifugiarsi nella nuova Gerusalemme, nella città di Dio, si accompagna alla critica inequivocabile allo scialo perpetrato quotidianamente, come avviene in

Città

a volte viene
il desiderio di rifugiarsi
nella città di dio
celeste gerusalemme
di diaspro e lapislazzuli
fatta d’amore e sogno

con la porta stretta
un piccolo varco
per cui passano i giusti
quelli come bambini
fatti a somiglianza
resi semplici

qui viviamo invece
nel caos prolifico
a volte sfiorati
a volte assaliti dal male
a volte annientati
consumati dal nulla

fantasmi riempiono la mente
delitti impuniti
delitti perpetrati contro la vita
nulla vale l’essere umano
dal niente schiacciato
dal niente

qui viviamo costretti
consumiamo il non-pensiero
la folla ci opprime

chiederà mai qualcuno
ragione del senso

(p. 17)

Se è il moto ascensionale a prevalere in

Tracce

stasera le nuvole
han forma di boomerang
il cielo promette bel tempo
annunzia un domani sereno
non v’è traccia
di buio nell’anima

(p. 35)

è la fatica il fardello esistenziale di chi vede e sente ben oltre ciò che (gli) altri vedono e sentono:

Inquieto sentire

costa fatica la poesia
fatica d’essere
fatica d’esistere ogni giorno
rannicchiati alla vita
sospinti dall’inquieto sentire
illuminati da una luce
che altri non vedono
eppure c’è
si mostra
si manifesta
questo filo di parole
questo tessuto di volti
questo tappeto di cose

(p. 34)

Il confronto con la storia raccoglie gli indizi sconcertanti della cronaca (hina, p. 22) e li scruta alla luce del lascito della memoria (lager, p. 20; a pier paolo pasolini, p. 21).
Il bilancio, provvisorio perché con limpida onestà si apre alla ricerca ulteriore, è racchiuso nel titolo del componimento che leggo come salda sponda di approdo in questa raccolta e, allo stesso tempo, punto di partenza di altri viaggi:

Altro ci vuole

seppure avessi la parola non direi
canterei piuttosto la speranza
disegnando su una tela l’infinito
componendo suoni e pause col silenzio
raccontando a gesti la mia vita
che raccolgo in fonde ceste di dolore
canto sonoro muto il divenire
la cronaca non aiuta a vivere
altro ci vuole

(p. 23)

Rosaria Di Donato, Lustrante d’acqua, Torino, Genesi, 2008

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive e insegna in un liceo statale. Laureata in Filosofia ha pubblicato tre raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, id. 1993; Frequenze d’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia sia all’estero, con giudizi critici, tra gli altri, di Giorgio Bárberi Squarotti, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annalese Noreal). Vincitrice di diversi premi di poesia.

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6 commenti
  1. Ringrazio Leopoldo Attolico per il suo duplice apprezzamento riguardo al mio percorso di scrittura. Ricambio sinceramente la stima.
    Rosaria Di Donato

  2. Mi unisco ai ringraziamenti per l’attenzione dimostrata da questo sito, da Leopoldo Attolico e da tutti coloro che si sono soffermati a leggere qui per il percorso di ricerca di Rosaria Di Donato, che ho il privilegio di conoscere e di seguire negli sviluppi più recenti.

  3. Complimenti ad Anna Maria Curci per questa nota critica al libro di Rosaria Di Donato “Lustrante d’acqua” che ho avuto modo di leggere ed apprezzare. La tensione etica che permea i versi dell’autrice è vibrazione e spinta per una poesia della vita e del mistero che la caratterizza, e si rinnova come un “sorriso intriso di attese”…
    Saluti
    Monica Martinelli

  4. Ringrazio Monica Martinelli per il suo passaggio e per aver evidenziato un aspetto saliente della mia poesia e della mia vita.
    Cordialmente,
    Rosaria

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