Il “quotidiano” nella basilica di San Francesco ad Assisi

basilicaGotico è denominazione data nel Rinascimento, con senso spregiativo, allo stile artistico fiorito in Europa nel periodo compreso tra la metà del XII secolo e la fine del XV, caratterizzato dalla preminenza dell’architettura, di cui scultura e pittura erano considerate complementari. L’architettura gotica è contraddistinta dall’uso originale di elementi già noti ( arco acuto, volta a crociera coi costoloni, contrafforti e archi rampanti) in applicazione di rivoluzionari principi costruttivi che, distribuendo i carichi solo su alcuni elementi dell’edificio, permettono una grande elevazione in altezza e un alleggerimento delle pareti laterali con la conseguente possibilità di aprirvi larghe finestre. Nato in Francia, dove l’esempio più antico è dato dalla cattedrale di S. Dionigi (1144) e uno dei più classici da quello di Notre-Dame a Parigi, il gotico si diffuse in tutta Europa. In Italia fu temperato dal persistente classicismo e la linea orizzontale dominò quasi sempre sulla verticale, con effetti di equilibrio, proporzione e misura visibili, per esempio, nella chiesa di S. Maria del Fiore a Firenze, nel duomo di Siena e in quello di Orvieto, mentre il duomo di Milano ebbe carattere nettamente oltremontano e quello stile gotico fiammeggiante che tanto contrasta con il romanico lombardo. La scultura gotica ebbe funzioni quasi puramente decorative, mentre la pittura, di stile internazionale, ebbe grande applicazione nelle miniature e nelle vetrate multicolori delle cattedrali. Grandi sono anche le innovazioni nel campo della pittura, con le forme realistiche della natura introdotte da Giotto e con i cicli di affreschi, nei quali si inaugura un nuovo rapporto fra l’umano e il divino, con il trionfo della luce e del colore nelle composizioni. L’opera pittorica deve colpire la sensibilità dell’osservatore e suscitare sentimenti profondi. L’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio, e Dio vissuto e morto come un uomo, diventano i protagonisti della nuova pittura, che riesce ad ottenere con realismo un equilibrio nuovo tra corpo e spirito nelle figure. 220px-Cinque_maestri_del_rinascimento_fiorentino,_XVI_sec,_giottoGiotto fu pittore, architetto e scultore ( Vespignano in Mugello, Firenze 1267 – Firenze 1337). Formatosi alla scuola di Cimabue, che gli trasmise il gusto per la ricerca plastica e volumetrica, operò fino in fondo il distacco dalla tradizione bizantineggiante, contrapponendo alle astratte idealizzazioni che le erano proprie la sofferta umanità delle sue figure, costruite con una essenzialità di mezzi pittorici che è parimenti lontana dal decorativismo delle scuole goticheggianti. Tra gli affreschi ricordiamo: la Leggenda di San Francesco ( Assisi, S. Francesco, Chiesa superiore), Storie di Gioacchino e di Anna, di Maria e di Gesù e Giudizio Universale (1304-5; Padova, Cappella degli Scrovegni), Storie del Battista (Firenze, Cappella Peruzzi in Santa Croce), Storie di San Francesco ( dopo il 1317; Firenze, Cappella Bardi in Santa Croce). La basilica di S. Francesco ad Assisi custodisce un immenso tesoro della pittura italiana a cavallo tra Duecento e Trecento, presenti i maggiori artisti dell’epoca. Nella basilica inferiore un anonimo Maestro nel 1260 dipinse sulla parete destra i riquadri della Passione di Cristo e su quella opposta Le storie della vita di S. Francesco. Nel 1280 Cimabue realizzò l’affresco della Madonna in trono col Bambino fra gli angeli e San Francesco. Nel 1317 Simone Martini decorava la cappella con le Storie di San Martino. Pietro Lorenzetti e aiuti tra il 1320 e il 1329 ricoprì il transetto con la Passione di Cristo e la drammatica scena della Deposizione dalla croce. Il Maestro delle Vele ci ha lasciato pezzi della Povertà, Castità, Obbedienza e del Trionfo del Santo sopra l’altare maggiore. La basilica superiore è coperta interamente da affreschi. Opera di Cimabue sono quelli dell’abside, del transetto e delle vele sopra l’altare maggiore, il quale avvalendosi della collaborazione di un pittore “ gotico” e di uno “romano” nel 1280-83 dipinse le Storie della vita di Maria, le scene dell’Apocalisse, gli Evangelisti e la Crocifissione. Sulle pareti delle navate le storie dell’Antico e del Nuovo Testamento (1290). Il più importante e noto di affreschi è il ciclo, compiuto fra il 1296 e il 1300 da Giotto con il concorso di aiuti, delle Storie della vita di San Francesco sulla parete d’entrata e sulle due fasce inferiori, formato da ventotto scene. Ricordiamole brevemente. Sulla navata destra : l’Omaggio di un semplice, Il dono del mantello, il Sogno del palazzo, Il crocifisso di San Damiano, La rinuncia agli averi, Il sogno di Innocenzo III. Sulla fascia inferiore: La conferma della regola, La visione del carro di fuoco,, La visione dei troni, La cacciata dei diavoli da Arezzo, la Prova del fuoco ,l’Estasi, il Presepe di Greccio. Ai lati dell’ingresso troviamo: il Miracolo della fonte, la Predica agli uccelli. La navata sinistra illustra: la morte del cavaliere di Cedano, la Predica dinanzi ad Onorio III, l’Apparizione al Capitolo di Arles, le Stimmate, il Trapasso, l’Apparizione a fra’ Agostino e al vescovo, l’Accertamento delle stimmate, il Pianto delle Clarisse, la Canonizzazione, l’Apparizione a Gregorio IX. assisi28Gli ultimi tre sono: San Francesco che appare a un devoto,a una devota e che libera un prigioniero. La vita di San Francesco, il suo cammino verso la Santità era il tema da proporre ai fedeli, mediante una mediazione fra il messaggio spirituale e lo stile naturalistico e realistico che era proprio di Giotto. La vita quotidiana della gente comune irrompe per la prima volta in una rappresentazione sacra, insieme ai paesaggi e alle architetture delle città, nuovi scenari nei quali le figure umane si muovono con leggerezza, esprimendo i loro sentimenti e le loro emozioni.

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