Cinque poesie di Luciano Nota da “Destinatario di assenze”, Arcipelagoitaca – 2020

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Farfalla di sera

Crolla l’alfabeto ansante
dei vertici e degli spassi.
Terra rimane quel cespuglio
sospeso a distanza
tra tufi e nubi.
La clava si è spezzata,
stende le braccia sopra l’argilla.
Qualcuno addita. Si entra accorti
nella stanza del bruco
che lento cammina e torce la schiena.
Farfalla di sera
troppo lussuosa per farne rosario.


Il pioppo (Mia madre)

Su e giù per certe abitudini
sulle propaggini del tronco.
Voci di fiere, solchi,
panche gremite nel loro disordine.
Soffi che invadono
rapidamente la vita.
C’è un volto in mezzo al pioppo.
Poi un urlo e un suono di campane.


Lanterna di sabbia

I
In fretta i busti s’accostano.
Girano come giostre i girasoli
e le mosche.

II

Siamo sciolti. Infatti
ciò che unisce non ha nodi.
Eppure mormora il pettine.

III

Viaggiamo. E’ l’intera giornata
che marciamo sui dossi
mentre ci spogliamo e detergiamo
la noia.
Dove sei lanterna di sabbia?
Dov’è il tumulto?
E la macchia?


Non ti chiedo di abbracciarmi

No, non ti chiedo di abbracciarmi
ti chiedo solo di accostarti.
Devo ancora stilare le carte
per l’ombra che di notte viene a scovarmi.
Il mondo è così piccolo
che non può ospitare l’amore.


Fontana bianca

Segni di sangue e d’erba
sistemati sulle rampe.
Fontana bianca
sulla vetta
a vantare solitudine.

Luciano Nota

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