“Il canto delle muse” di Sergio Camellini, prefazione di Nazario Pardini, Guido Miano Editore – 2019 (Segnalazione)

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E’ uscito Il Canto delle Muse di Sergio Camellini, una scelta dei suoi testi poetici più significativi. Originario di Sassuolo, di professione psicologo clinico, Sergio Camellini, autore pluripremiato, ha pubblicato vari volumi e con Miano Editore ha dato alle stampe nella collana “ Alcyone 2000” la silloge La pagina della vita (2015) , nel 2017 la raccolta Tenero è l’amore pubblicata in seconda edizione nella collana “ Analisi Poetica Sovranazionale del terzo millennio” e il volume Opera Omnia con prefazione di Michele Miano in seconda edizione (2018) edita sempre dalla stessa casa editrice. La poesia di Camellini sembra trovare la migliore esperienza nella ricchezza e varietà dei temi che la ispirano: il sentimento della natura, l’umana solidarietà, il tempo che fugge, la condizione umana, la memoria. Il suo è un atteggiamento positivo che vive in ogni uomo e dell’uomo scruta l’inevitabile caducità, ed è proprio per questo che il poeta esalta le cose più semplici. L’approdo a una visione in chiave naturalistica e il recupero degli antichi valori della civiltà agreste con i suoi ritmi, le sue stagioni, con i sapori della terra e delle proprie radici risulta essere una sicura scialuppa cui aggrapparsi e la contemplazione delle meraviglie del creato diventa veicolo di sicura salvezza. Camellini, ha creato un museo agreste nell’appennino modenese per il quale ha dedicato una vita intera nel non vano tentativo di recupero dei valori della civiltà contadina e dei mestieri più antichi. In “ Alcyone 2000 ”, n 9 (2016) gli è stato dedicato anche uno studio monografico a cura di Michele Miano. Nella collana Poesia Elegiaca dei Maestri italiani dal ‘900 ad oggi gli autori vengono raffrontati per affinità estetiche e filologiche e/o per omologie contenutistiche con scrittori celebri presenti nella Storia della Letteratura italiana dal Novecento in poi. Il titolo del volume riprende una lirica del Camellini appunto Il Canto delle Muse : “In quello spicchio /di cielo blu/ quando il silenzio / mi circonda / e sul pentagramma / del vento va via,/ tu sai leggere /oltre /la mia penna,/ tu sai leggere /oltre / la mia fantasia, /perché tu sei Euterpe /dea della musica,/ perché / tu sei Calliope / dea della poesia”. Come afferma Nazario Pardini nello studio monografico: “tanti elementi simbolico – figurativi che contornano con euritmica partecipazione un animo tutto volto a narrare in maniera elegiaco emotiva il suo abbandono alle soglie del suono e del canto (…). E’ proprio il canto che libera l’animo, che lo allegerisce da quei palpiti intimi incuneatisi nei lacerti dell’esistere “.

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