Tre sonetti inediti di Paolo Ottaviani

Cielo

Gli Arcobaleni delle Marmore

In memoria di Giuseppe Lombardi,
diletto compagno ginnasiale e per me già allora Maestro,
dissoltosi giovanissimo nella luce vaporosa degli arcobaleni
che sorgono lieti dai dirupi intorno alla Cascata delle Marmore

Il tacito fragore della luce
qui intreccia con le acque una memoria
antica e nuova che roccia produce
e dalle brume un cielo in romitoria

ascesa, quasi un’estasi che induce
a contemplare i tumulti e la storia
degli uomini e dei fiumi in bianca luce
spavalda, senza alcuna traiettoria

che ti orienti. Se è l’Uomo o la Natura
a governare l’immane potenza
delle acque dottrina più sicura

non può affermare. S’inchina la Scienza
alla Bellezza e un’esile paura
va tra i colori della trascendenza.

 

Gli Infiniti

A che tante facelle?
(Nel primo anniversario della morte di Stephen
Hawking e nel duecentesimo della nascita
de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi)

Sempre care mi furono le valli
Che scendono e risalgono ondulate
Le inquiete schiene dei monti, cristalli
Svettanti all’orizzonte tra velate,

Pulviscolari raggiere, coralli
Nei tramonti di fuoco, irradiate
Nuvole assorte nei vari intervalli
Del cielo dove sono appena nate

Remotissime stelle. Qui, tra case
E ulivi, quelle ignote eppur emerse
Lampe non brilleranno, persuase,

Come le ambigue valli ora immerse
In una nebbia di luci inevase,
D’andar per gli infiniti vaghe e terse.

 

Monte delle Rose

Quando il cielo s’illumina di bianco
e di celeste la luce d’aprile
soavemente danza lungo il fianco
del Monte delle Rose in un puerile

gioco cui il verde più tenero al branco
festoso dei colori offre il gentile,
intimo pianto di un humus mai stanco
di germogliare pur da un campanile

atterrato. La neve la tempesta
oscura della terra mitigare
non poté ma nel cuore rosa resta

tra le tue cime quel lieto albeggiare,
come un fidato indizio di una festa
che ogni orizzonte ci invita a varcare.

Paolo Ottaviani

 

num015ottavianiPaolo Ottaviani è nato a Norcia nel 1948 e vive a Perugia. Laureato in Filosofia con una tesi su Giordano Bruno, ha pubblicato negli Annali dell’Università per Stranieri di Perugia saggi sul naturalismo filosofico italiano. È stato direttore della Biblioteca della medesima Università e ha fondato la rivista Lettera dalla Biblioteca. In poesia ha pubblicato le raccolte Funambolo (Edizioni del Leone, Spinea, 1992) con prefazione di Maria Luisa Spaziani, Geminario (Edizioni del Leone, Spinea, 2007), Il felice giogo delle trecce (LietoColle, Faloppio, 2010), il quaderno d’arte diretto da Eugenio De Signoribus Trecce sparse (Fioroni, Fermo, 2012) e, unitamente a Walter Cremonte, Piccolo epistolario in versi (LietoColle, Faloppio, 2013), Nel rispetto del cielo (puntoacapo Editrice, Pasturana, maggio 2015).

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