I poeti elegiaci greci: Solone

ignoto_c-d-_solone_replica_del_90_dc_ca_da_orig-_greco_del_110_ac-_ca_6143Solone è stato un legislatore e poeta greco ( Atene 640/630 a.C. – ivi 560/559). Eletto arconte a partire dal 594-593, elaborò,  secondo la tradizione, una nuova legislazione per ristabilire l’ordine turbato da violenti conflitti economici e sociali. Intervenne nell’agricoltura limitando il dominio dei nobili, con un provvedimento che aboliva le ipoteche fondiarie, concedendo anche l’amnistia agli esiliati e ai condannati politici. Per questa sua politica fu considerato il fondatore della democrazia greca, ma in realtà eliminò quelle che erano le aberrazioni del vecchio ordine, mantenendo inalterata la struttura basata sul censo e incanalando la pressione popolare con l’istituzione del Consiglio (bulè) dei Quattrocento. Di Solone ci sono pervenuti frammenti in versi, dodici dei quali  in forma di Elegie, di  stile oratorio, permeati di un profondo moralismo che influenzerà a lungo la prosa attica.

 

1

Araldo dell’amabile Salamina,
non porto discorsi, ma una bella canzone in versi.

 

3

Andiamo a Salamina! Lottiamo per la bella
isola, scrolliamo l’onta vergognosa.

 

9

Dalle nubi nasce neve fitta e grandine
e il tuono succede al bagliore del lampo.
La città perisce per colpa dei potenti, e il popolo
per ignoranza si fa schiavo di un monarca.
Difficile dopo arginare l’eccesso:
bisogna provvedere ora a tutto.

 

12

Il mare è sconvolto dai venti: se nessuno
lo muove, è fra tutti l’elemento più equilibrato.

 

14

Nessun mortale è felice, disgraziati tutti,
quanti vivono sotto il sole.

 

23

Felice chi ha fanciulli amati e forti cavalli
e cani da caccia e un ospite di terre lontane.

 

25

Quando corteggi i fanciulli in fiore
e desideri cosce e labbra dolcissime.

 

26

Amo le opere di Cipride, di Dioniso
e delle Muse, che danno gioia agli uomini.

 

38

Bevono: e mangiano, chi dolcetti,
chi pane, chi focaccia con lenticchie;
qui non c’è delizia che manchi,
e tutto quanto la nera terra offre
agli uomini qui c’è, senza risparmio.

 

39

Uno porta il pestello, altri il silfio,
altri ancora l’aceto.

Solone (traduzione di Marina Cavalli)

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