Poesie scelte di Leonardo Sinisgalli

sinisgalli1

LE LUMACHINE

Sui muri di mattoni dei giardini
sono riapparse le stravaganti
lumachine.

 

RICONCILIAZIONE

Iddio non ci vuole dannare.
Vuole da noi una spontanea
e totale e dolce riconciliazione.

 

GELSOMINI

Abbiamo paura di sembrare deboli,
di farci sorprendere in un gesto
sconsiderato di tenerezza.

 

IN APPARENZA

In apparenza c’è soltanto il sole
ostinato a non piegarsi.

 

HAI UNA MINIMA

Hai una minima razione d’aria
e la divori.

 

SE RESISTI

Se resisti la sorpresa verrà,
il peso di un merlo
fa piegare il lillà.

 

ORA IO NON GUARDO

Ora io non guardo che un punto bianco
su una lavagna scancellata.

 

ENTRA UN TRILLO

Entra un trillo che non è inquieto,
un puntolino di colore in agitazione.

 

FINE D’ANNO

Dietro il tuo profilo infermo
scintillano gli alberi cari
ai nostri occhi. Il sole
dell’anno nuovo scende sbieco
dalle mura. Non possiamo
fargli festa.

 

PUPILLE

Ti fisso nelle pupille
luce giovane
con un nodo in gola.

 

LA DISTANZA

Ogni anno muta la distanza
tra le cose che stanno d’intorno
anche se io resto inchiodato,
anche se le cose sono inanimate.

 

POCHI BUCHI

Pochi buchi in più nel paesaggio,
pochi buchi a triangolo
in una colombaia.

 

SUL CIELO

Sul cielo non oso
più leggere e scrivere.

 

E’ IL SUO VOLTO

E’ il suo volto che non ritrovo.
Anche se infrango o calpesto il rovo
che recinge il vietato sentiero
dove passa il nemico che ammiro.

 

FINESTRA

Vegliando i malati
si guarda la finestra con amore.
L’uccello prova le parole
per la storia di un anno.

 

MENTE GENTILE

Mente gentile
non ricordi più niente.

Da ” IL PASSERO E IL LEBBROSO“, Lo Specchio, Mondadori – 1970 –

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3 commenti
  1. La lingua di Sinisgalli, dai “Campi Elisi” a “La vigna Vecchia”, da “Cineraccio” a “Il passero e il lebbroso” è sempre la stessa, e medesima resta la sua terra, il suo strumento per la letteratura con la delicatezza del suo tocco descrittivo. Il prato non si è mai smosso.La sua è poesia interna che vive la mitologia domestica. Tutto è dentro di lui, semplice ed emozionante, docile e fantasioso.Il mito dell’attimo che si esplica con la sobrietà di una parabola.

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