Tre elementi portanti: la formazione scientifica, il paese, l’infanzia Una lettura di Sinisgalli ruota intorno a tre elementi portanti, che la critica ha da lungo tempo messo a fuoco. Essi sono: la formazione scientifica dell’autore, il suo paese di nascita e la sua infanzia. Gi ultimi due elementi possono tranquillamente unificarsi nel paese, perché finiscono… Continue Reading
“Il primitivo pavesiano” di Giovanni Caserta
Chi, conoscendo il carattere tutto lirico e autobiografico della prosa di Pavese, si accostasse alla sua produzione in versi di “Lavorare stanca”con l’intento di cogliervi una confessione diretta e immediata della sua angoscia esistenziale, resterebbe in gran parte deluso. Poche sono le liriche in cui egli mette a nudo il suo cuore, abbandonandosi ad una… Continue Reading
La lingua di Isabella Morra, di Giovanni Caserta
Il canzoniere di Isabella Morra fu scritto quando la poetessa era in età molto giovane, essendo morta intorno ai trent’anni. Che cosa si vuole da una donna così giovane, fuor che l’intensità del sentire e la genuinità della passione? Isabella ebbe l’una e l’altra cosa; ma che sia stata una grande poetessa, con un suo… Continue Reading
Il senso della fine in Leonardo Sinisgalli, di Giovanni Caserta
Costretto all’inerzia quasi assoluta, Sinisgalli settantenne era nella impossibilità di andare in giro per le strade, con gli amici o solo, a cogliere sensazioni improvvise. Sembrava che gli oggetti gli fossero diventati muti. Da giovane cercava la poesia come si cercano i funghi, rovistando pazientemente tra le radici degli alberi e nei cespugli. E la… Continue Reading
“…la bocca mi baciò tutto tremante” (Inferno, canto V, v. 136) di Giovanni Caserta
Paolo e Francesca appartengono alle famose coppie di innamorati, di cui è piena la letteratura. E fu una coppia adulterina come lo furono Lancillotto e Ginevra, Tristano e Isotta, Elena e Paride… Era convinzione dei teorici dell’amore dei lontani anni medievali. L’amore, quello vero e straordinario – diceva Andrea Cappellano -, non può nascere se… Continue Reading
Rileggendo Orazio, CARPE DIEM! di Giovanni Caserta
CARPE DIEM! Odi, I,11 (ma in che senso?) Parlare di Orazio risulta estremamente difficile, essendo autore da duemila anni visitato e rivisitato in tutti i suoi aspetti. Pensare di scoprire qualcosa di nuovo, perciò, è forse presunzione. Ma è anche vero che ogni poeta, quando lo è veramente, presenta sempre suggestioni nuove. Come scriveva Pavese,… Continue Reading
“Sopra la terra nera”, Luciano Nota, Campanotto – 2010 –
La vita è ardua per Luciano Nota. “Ho muri da spianare” – proclama già dall’incipit della sua raccolta. E poco dopo ribadisce: “Occhi ho lasciato/ ai carboni/ e mani alle croci”. Si sente in una condizione esistenziale assurda, come assurdo è un tamburo che non suona. E’ una riflessione o sensazione che ricorda Ungaretti: “Sono… Continue Reading
Un brutto Natale per Giovanni Pascoli di Giovanni Caserta
129 anni fa a Matera. Come è noto, il Pascoli, che, con la morte del padre, a dodici anni, aveva perduto la famiglia e aveva visto sfasciarsi il suo “nido”, da quel momento si mosse tra convitti, collegi, università, manifestazioni anarchico-socialiste e simili. Da sbandato. Il Natale, in questa condizione, era per lui la festa… Continue Reading




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