Leonardo Sinisgalli e la poetica dell’oggetto (prima parte) di Giovanni Caserta

Tre elementi portanti: la formazione scientifica, il paese, l’infanzia Una lettura di Sinisgalli ruota intorno a tre elementi portanti, che la critica ha da lungo tempo messo a fuoco. Essi sono: la formazione scientifica dell’autore, il suo paese di nascita e la sua infanzia. Gi ultimi due elementi possono tranquillamente unificarsi nel paese, perché finiscono… Continue Reading


“Il primitivo pavesiano” di Giovanni Caserta

Chi, conoscendo il carattere tutto lirico e autobiografico della prosa di Pavese, si accostasse alla sua produzione in versi di “Lavorare stanca”con l’intento di cogliervi una confessione diretta e immediata della sua angoscia esistenziale, resterebbe in gran parte deluso. Poche sono le liriche in cui egli mette a nudo il suo cuore, abbandonandosi ad una… Continue Reading


“…la bocca mi baciò tutto tremante” (Inferno, canto V, v. 136) di Giovanni Caserta

Paolo e Francesca appartengono alle famose coppie di innamorati, di cui è piena la letteratura. E fu una coppia adulterina come lo furono Lancillotto e Ginevra, Tristano e Isotta, Elena e Paride… Era convinzione dei teorici dell’amore dei lontani anni medievali. L’amore, quello vero e straordinario – diceva Andrea Cappellano -, non può nascere se… Continue Reading


Rileggendo Orazio, CARPE DIEM! di Giovanni Caserta

CARPE DIEM! Odi, I,11 (ma in che senso?) Parlare di Orazio risulta estremamente difficile, essendo autore da duemila anni visitato e rivisitato in tutti i suoi aspetti. Pensare di scoprire qualcosa di nuovo, perciò, è forse presunzione. Ma è anche vero che ogni poeta, quando lo è veramente, presenta sempre suggestioni nuove. Come scriveva Pavese,… Continue Reading