Nella spelonca dei preti è l’America di Pavese: “La casa in collina” elegge il collegio oasi pacifica nella burrasca autobiografica del conflitto, di Michele Rossitti

Spesso bisogna correre e scrivere con la fiala incapsulata nella penna per raggiungere a breve l’albergo Roma di Torino entro la fine dell’agosto 1950. Un Cesare Pavese quarantaduenne sente addosso che la vita non trova risposta, che se stesso non ha più senso dentro l’esistenza e cerca la scorciatoia per uscire da questo mondo in… Continue Reading


Giulio Einaudi e Roma, di Marco Onofrio

Appare come un polo alternativo e per certi versi ineludibile, Roma, tra i meandri carsici, ricchi di allusioni, di intermittenze, di suggestioni emesse dal non detto, che caratterizzano le memorie editoriali, culturali e generosamente umane di Giulio Einaudi. Frammenti di memoria si intitola il libro che Einaudi scrive e pubblica, nel 1988, con Rizzoli (ripubblicato… Continue Reading


Italo Calvino e Roma, di Marco Onofrio

Tra le città “visibili” di Italo Calvino, Roma è quella con cui intrattiene il rapporto più inquieto e problematico. Non che ci tenga così tanto, poi, al punto di soffrirne. C’è, piuttosto, una sorta di velo opaco e anaffettivo di lontananza, quasi un distacco sordo, di vaghi e imprecisabili dissidi, e un ingombro misterioso di… Continue Reading


LA SETTIMANA DELL’AMORE (ultimo giorno): poesie di Cesare Pavese, Paolo Ruffilli, Dante Maffia, Maria Grazia Di Biagio, Luciano Nota, Marco Onofrio

Renato Guttuso, Bosco d’amore, 1985   DUE Uomo e donna si guardano supini sul letto: i due corpi si stendono grandi e spossati. L’uomo è immobile, solo la donna respira più a lungo e ne palpita il molle costato. Le gambe distese sono scarne e nodose, nell’uomo. Il bisbiglio della strada coperta di sole è… Continue Reading


“Il primitivo pavesiano” di Giovanni Caserta

Chi, conoscendo il carattere tutto lirico e autobiografico della prosa di Pavese, si accostasse alla sua produzione in versi di “Lavorare stanca”con l’intento di cogliervi una confessione diretta e immediata della sua angoscia esistenziale, resterebbe in gran parte deluso. Poche sono le liriche in cui egli mette a nudo il suo cuore, abbandonandosi ad una… Continue Reading