La poesia di Claudio Comini se vogliamo definirla è di tipo intimista, un soffio di luce caldo la pervade. Ma potrebbe definirsi anche immaginifica nel tono di una immagine tersa: il pensiero si fa sentimento e senso acquisito della nostra umanità. La parola pura si scarnifica nella sofferenza acquisita del tempo. Si apre così la memoria già spenta delle cose, riaffiorano i ricordi dei silenzi incontaminati della montagna, il sole sul lago, le voci, la casa, la strada, il paese, i ricordi del padre. Terre mitiche lacustri, cullate quasi da una eterna fanciullezza di sogni in cui il vecchio e il nuovo si innestano in un’atmosfera di continuità. Limpida e pura, spontanea e umile, con un’umanità vera e semplice, la poesia di Comini si articola in una immediatezza di espressioni e di vitalità. Nostalgie, rimpianti ansie e realtà si fondono così senza virtuosismi. E’ la visione specificatamente religiosa e cristiana della vita con il concetto del dolore, del suo mistero, dell’itinerario salvifico della fede che costituisce la vera architettura dell’ispirazione di Claudio Comini. Si legga la lirica: “La luce divina”: “Nulla di più vero /ci darà la forza che solo Tu /ci doni ogni giorno/con la Tua immensa luce Divina./Grazie mio Signore d’esistere/ancora oggi in un mondo incredulo/e per certi versi, privo di quel senso/di viva purezza che ci dona /la Tua Grande Parola “. La poesia diventa quindi delicata e dolce preghiera. E sembra suggerirci Comini: siamo come un “umile tassello”, piccola e fragile creatura ma necessaria nell’immenso mosaico storico che Dio nel suo progetto di salvezza del mondo va componendo dall’origine dei tempi. Se in varie liriche di Opera Omnia le immagini autobiografiche denotano particolari stati di sentimento, in altre i contenuti assumono valori, che rivelano una lucidità intellettuale e che sa indagare in un mare di elementi diversi. Comini quindi costruisce la propria poesia utilizzando tematiche di estrazione classica, quali l’amore, Dio, la morte, l’eterno e che però egli arrichisce con la propria fantasia e con una certa partecipazione emotiva. La sua poesia diventa una sorta di “testamento spirituale”, un dialogo con Dio e quasi sulla scorta del pensiero di Sant’Agostino un “itenerarium mentis in Deum”.
Michele Miano
Claudio Comini ha pubblicato innumerevoli raccolte. È presente nelle opere pubblicate da Guido Miano Editore: Contributi per la Storia della Letteratura italiana. Il secondo Novecento, vol.III (2004), Poeti scelti per il terzo millennio (2008), Poeti italiani scelti di livello europeo (2012), Dizionario Autori Italiani Contemporanei (2017).