Quattro poesie di Valentino Zeichen da “Le poesie più belle”, Fazi Editore – 2017

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Grande merito di Elido Fazi, per ricordare uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, Valentino Zeichen, è la pubblicazione del volume “Le poesie più belle”, a un anno dalla scomparsa dell’autore. Una significativa scelta della produzione più che quarantennale del più originale e geniale scrittore di versi del secondo Novecento, un’antologia che spazia attraverso la vasta serie di temi e modi, lirici e antilirici, coinvolti e distaccati, della testa e del cuore. Definito da Alberto Moravia «un Marziale contemporaneo», da Elio Pagliarani «un Gozzano dopo la Scuola di Francoforte», da Giulio Ferroni «un libertino minimale settecentesco» e da Valerio Magrelli “un poeta dandy e paradossale,” Valentino Zeichen è stato un rarissimo caso in cui l’uomo era in perfetta coerenza con il poeta. Nella sua baracca dietro piazza del Popolo in assoluta e spartana semplicità, Valentino è vissuto nello «sdegnoso rifiuto di un qualsivoglia lavoro e con violenti attacchi alla civiltà dei consumi,” come ha scritto Magrelli.

Paolo Ruffilli

 

Il tempo

Il tempo è come un gatto selvatico
che attraversa il giardino
e poi fa anche capolino,
ma non lascia mai trapelare
quale numero civico sia recapito
del suo nascondino.

Sono transitati secoli
dentro i miei anni e
(io) non vi ho fatto caso.

Mi specchio, il viso è vecchio
sebbene la pelle assorba
la crema di bellezza
come il deserto l’acqua.

 

Poesie di avviamento

Se la linea
della tua vita
nella mano
ti pare breve,
allungala con la matita
e chissà? che l’innesto
non riesca.

 

Risvolti del territorio

Per esempio
amiamo risiedere a Parigi, a Roma
ed in vari altrove
ma non del tutto, un dubbio ci pedina
così diffidiamo di ogni luogo di residenza
poiché in qualche stanza dei loro stabili
siamo attesi per morirvi
perciò vorremmo fuggirli
e non incontrare mai quel posto designato
che molte città
per acquisire benemerenze
sono disposte ad ospitare.

 

La Poetica

Nel tagliarmi le unghie dei piedi
il pensiero corre per analogia
alla forma della poesia;
questa pratica mi evoca
la fine perizia tecnica
di scorciare i versi cadenti;
limare le punte acuminate,
arrotondare gli angoli sonori
agli aggettivi stridenti.
È bene tenere le unghie corte
lo stesso vale anche per i versi;
la poesia ne guadagna in igiene
e il poeta trova una nuova Calliope
a cui ispirarsi: la musa podologa.

Valentino Zeichen

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