“Ritratto di Paese” di Vito Cerabona, in mostra ad Accettura dal 2 al 9 giugno

Vito Cerabona 006

Geometrie di tetti e case, Accettura, II (2016)

“Personaggi e vedute di Accettura escono da questo lavoro individuati e sintetizzati poeticamente” (Bianca Tosatti)

Dal 2 al 9 giugno, Sala Consiliare di Accettura

Orari 10-13 / 17-21

Sarà inaugurata venerdì 2 giugno alle ore 18.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Accettura (MT),  la mostra pittorica “Ritratto di Paese” di Vito Cerabona. Tra le opere in mostra le immancabili suggestioni del rito del Maggio.

Felice coincidenza: l’edizione 2017 della festa dedicata a San Giuliano, tra le più belle del Mediterraneo, avrà luogo nei boschi e nel borgo di Accettura dal 3 al 6 giugno.

“Guardando con attenzione le opere di Vito Cerabona si vede che dipingere gli procura un grande piacere, si sente passione e autenticità. Credo che questo basti a dargli gioia e una conoscenza più profonda della sua interiorità: non è poco, perché il soliloquio è un esercizio di riflessione che non si satura, che non arriva ad un punto, che non si chiude su una verità… Inoltre il soliloquio è una pratica di elaborazione di ciò che ci manca, dove il pensiero rivendica il diritto di essere fragile nei contenuti, ma incisivamente intrecciato al vuoto (penso ai paesaggi di onde di colore piatto, talvolta nudi e disabitati, talvolta segnati da un covone, autorevole come un’architettura monumentale…). Inoltre, se anche le sue tele appaiono “fuori” dal tempo, cristallizzate in uno spazio intimo tutto suo, dove si intuiscono i viaggi, gli amori, gli incontri, è bene sottolineare che non si ricorda mai da soli, abbiamo bisogno dei ricordi altrui, di altri punti di vista che nella narrazione restituiscano quella felice impurità e compromissione tra vecchio e nuovo, che rendano possibile una via d’uscita da quel condizionamento in cui il pensiero può restare imprigionato. Da qui il tema: Ritratto di Paese. Nel lavoro di Cerabona apprezzo il dilettantismo (l’accademia in arte è un difetto, non un pregio…), che gli permette di usare con disinvoltura strumenti stilistici classici e tradizionali: i colori stesi piatti, come nelle vetrate; l’astrazione delicata, e pur sempre collegata alla referenzialità, i fondali scuri da cui si ritagliano le figure semplificate nei volumi, la gradevolezza visiva quasi artigianale che tiene in conto gli accostamenti di colore armonici. Personaggi e vedute di Accettura escono da questo lavoro individuati e sintetizzati poeticamente (Incontro alla sera, Gli zampognari, Il ritorno dalla campagna, La pulitura del maggio, Il suonatore di organetto); sono figure senz’ombra: infatti l’ombra in quanto proiezione della persona, zona oscura dell’anima in cui la negatività interiore si materializza, l’ombra come emblema del raddoppiamento negativo, quell’ombra non appare: è incorporata nella pasta dell’immagine, è dentro l’immagine. Infine l’albero: il mandorlo in fondo a una strada, l’abete che si sfrangia sull’azzurro, l’ulivo secolare, la quercia, il lunghissimo tronco del maggio con la sezione scalabile dai giovani audaci. Cerabona sente che l’antefatto della costruzione (si tratti di un paese o di una casa) consiste nella scelta di un albero: per ricordarci da dove arrivano le materie, per ristabilire l’infinita mutevolezza delle percezioni cromatiche e formali, per restituirci la certezza ineluttabile dell’eterno ciclo vitale.”

Bianca Tosatti

 

Si ringrazia Bianca Tosatti, critica d’arte, il Comune di Accettura, il sindaco Alfonso Vespe, il parroco Don Giuseppe Filardi e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra.

Con la collaborazione di MAC ONLUS

contatti:

vito.cerabona@fastwebnet.it

Allestimento e grafica: Giuliana Cerabona

Ritratto di Paese_cartolina.jpg

 

Nato ad Accettura nel 1954, Vito Cerabona è un accetturese che, come tanti, ha lasciato la propria terra da giovane senza mai dimenticare le proprie radici. A diciannove anni si trasferisce dalla Basilicata a Milano per frequentare il corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. La conoscenza delle lingue straniere gli permette di intraprendere la carriera di export manager e di girare il mondo, allargando le proprie vedute personali e professionali. Durante gli anni universitari, scopre l’amore per la pittura, che coltiva in maniera amatoriale e dilettantistica per un decennio, partecipando nel 1986 a diversi concorsi e mostre collettive, tra cui il Trofeo internazionale Mosè Bianchi Milano, con diploma di merito per la sezione “speciale informale”, il Concorso internazionale Trofeo Dürer Milano per la sezione “Surreale”, la Mostra Collettiva presso la Galleria d’arte Modigliani Milano. Dopo queste esperienze, gli impegni di lavoro e di famiglia prendono il sopravvento sulla pittura, che viene messa a sopire completamente per circa trent’anni. Nel maggio 2016 riprende in mano i pennelli e rispolvera la vecchia passione, mai dimenticata, pensando di dedicare buona parte di questa produzione alla propria terra, alla propria gente, al proprio paese. Nasce così una piccola mostra in occasione ed in onore del Protettore di Accettura, San Giuliano Martire, che ogni accetturese, ovunque si trovi, porta sempre nel proprio cuore.

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