Tre poesie di Fabio Lacovara dalla silloge “Nel fascino della penombra” di prossima pubblicazione

 

 

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ASIA (UN VOLO BASSO)

Il buio è quando le mani tremano
Ed i pensieri gocciolano,
Gocciolano, cuprei.
Si cristallizzano idee, sono azzurre,
Vagano lassù nel cielo, gemono.
L’uomo venuto da lontano osserva
Sente scivolarsi addosso i secondi.
Condannato, impotente, alla
Rassegnazione. Distrutto dalla
Lotta contro il certo.

Trovo innanzi a me grandi occhi
Color argento che mi attraversano,
Glacialmente indifferenti
In perfetta sintonia con questo tempo.

Così le giovani anime bruciano,
Solo per comprendere il senso
Dell’esistenza.
Il tempo sfuggevole, il tempo che adesca.
Ed un altro artista non è riuscito
A scolpire la sua statua.
“Vengo da un altro tempo, un tempo
Remoto, e non sono affatto felice di
Aver fatto la vostra conoscenza” dice.

 

ABBATTUTI I MURI

Per troppo tempo ho udito
i vuoti lamenti,
il rombo dei secchi.
Ma ora il riso è nuovamente bianco:
il rosso dei gambi,
i mattoni bruciati
hanno cinto il duro dei pani.
I muri sono ormai invisibili.

 

CONTATTO

E lì dirigesti
Le liquide orbite.
Il posto stile settecento.
Legno e pelle il suo profilo.
Carne fremente scorsi
E pendenti gocce sul tessuto.
Quei passi avviluppati in nero nylon
Non potettero resistere.
Saliva l’afrodisiaca figura
Sulla schiena del divano sospeso.

Fabio Lacovara

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