Quattro poesie di Domenico Alvino sul tema del fuoco

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Di fuoco: Avventure.
Il fuoco è l’anima di ogni luce,
e nella luce si avvolge.
György Lukacs.

Anima
di ogni luce
nella luce
avvolto
fuoco
senza respiro a sognare universi
rotto nella foga ogni volta
che ti volti
alternamente
in fiamma e in terra
o in luce e in buio torni
o con dentro morte in vita
o in morte con dentro un sospiro alla vita
ansioso.
Te ne cadono cronotopi
con dentro un più o un meno
di luce o di buio.
È il perché si sveglia uno a notte
trafitto
il cuore
da una spada
di luce improvvisa…
… o in pieno giorno cade
spento
da un monte
di buio.

 

Di fuoco: Il fuoco
Di su Aristotele ed Eraclito.

Con il fuoco o per il fuoco noi siamo
gli uni gli altri
dentro gusci
cronotopi
colmi
di sogni albali
dimentichi
di sera e notte
e buio
che si avvolge intorno
a fuoco
onde tutto esplode
anche l’anima
ne salta su a far cielo
in noi gusci
d’impossibili.
Se noi siamo terra
e la terra ha nel ventre fuoco
e ne vive
noi anche pieno il grembo
glielo porteremo
ad accendere possibili
esplosioni
di eternità.
Perciò lenti
chiudete
palpebre serene.

 

Di fuoco: Quanto resta
Di sull’orme di Hölderlin.

Ditemi
che non è vita
questa
del fuoco
che “s’innalza
in forme liete
dalla culla sua buia ove dormiva
e alta la sua fiamma culmina
e crolla
e prorompe ancora
e ìlare si ravvolge,
finché esaurita che si sia
la sostanza che la nutre
fumiga
e lotta
e si spegne
infine
e quanto resta
è cenere”.
Ma attenti dentro voi scintille
cova,
e intorno è materia
facile a riardere: avete visto
idee inaridite
sensi secchi
amori che furono
ardori
accartocciati
odi, rancori appassiti
e speranze come paglia sparsa lì a giacere
e viene un vento
e chi sa scintille
o un fiat
lanciato d’altrove
che riappicca l’incendio.

 

Di fuoco: Sinsoma
Dal Mahābhārata

“Il fuoco esiste
solo distruggendo
l’oblazione”
il fuoco
è universo che si pensa
dimentico dell’oscuro grembo
occulto
a se medesimo
altare ove brucia offerte
chissà da quale
interrata giacenza di grida…
… chissà dove…
e quando…
e come e a che fine
a lampi d’una memoria
spenta.
Una innumerevole preghiera
se ne alza o ne discende
o di lato ne irrompe
disciolta già in un silenzio
irredimibile.
Poi eccoti nel fuoco
fiamma o
scintilla o
scoppiettio di fortuna toccata di striscio tra un numero
immenso
immisurabile
ventre che s’incinse d’ogni numero
con altri lì a far sìnsoma
che l’uno è dell’altro
vita e morte
riso e pianto.

Domenico Alvino

domenicoalvinoDomenico Alvino nativo di Luogosano (AV), ha insegnato lingua e letteratura italiana e latina nei licei della Capitale, dove risiede, ed ora svolge attività di poeta, scrittore, saggista e critico letterario. Ha fatto esperienze teatrali da studioso, autore, interprete e regista. Nel 1973 è stato recensore letterario del quotidiano «L’Unità». Ha elaborato un dispositivo di analisi critica, denominato “critica operazionale”, il cui saggio fondativo, col titolo Poesia e riscrittura di poesia: un modello teorico, è pubblicato su «Aufidus», rivista di scienza e didattica della cultura classica, anno XIII, n. 39, Kepos Edizioni, Roma, dicembre 1999. Ha tenuto conferenze in varie sedi universitarie italiane ed estere su problemi di teoria, storia e critica letteraria, di politica scolastica e di didattica applicata agli studi classici. Da critico militante, è stato redattore della rivista “Pòiesis”. Suoi testi (recensioni, saggi e opere di poesia) sono altresì apparsi su diverse riviste e quotidiani, quali «Otto-Novecento», «Critica letteraria», «Gradiva», «Riscontri»; «La Mosca di Milano»; «Galleria»; «Fermenti»; «Cartevive», «Ambra», «Altro Parnaso», «Atene e Roma», «Nuova Secondaria», «Il Tempo». Oltre a vari componimenti apparsi occasionalmente su riviste, i libri di poesia pubblicati sono: Il suono d’ombra, Ragusa, Cultura Duemila Editrice, 1992, con prefazione di Concetta Fiore; Dove si formano le piogge, Cittadella (PD), Nuove Amadeus Edizioni, 1996, con prefazione di M. L. Spaziani; L’aria inorientata, Roma, Lo Scettro del Re, 2001; Thauma Donna Domina Domus Prima, Loffredo Editore, Napoli 2014, prefazione di Giangiacomo Amoretti. Dei critici che si sono occupati della sua produzione letteraria si segnalano: G. Capocefalo, M. Petrucciani, D. Pisana, S. Saluzzi, F. Ulivi, S. Gros Pietro, G. Gangemi,L. Nanni, Giorgio Linguaglossa e Donata De Bartolomeo. Membro del Cenacolo dell’Associazione culturale Rossella Mancini, nel 2004 ha tenuto un corso sulla critica operazionale, di cui ha dato conto in due saggi, Concetti base della critica poetica operazionale e Critica operazionale: prove applicative sull’elocutio, pubblicati sul sito dello stesso Cenacolo. Ivi è possibile leggere anche uno studio su Intelletto ed emozione in poesia, ed un altro dal titolo Il problema del linguaggio in poesia. Molti suoi componimenti, in lingua e in dialetto, sono apparsi in rete, dove sono tuttora leggibili.

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