Tre poesie d’amore di Renato Fiorito

renato_fiorito

La porta azzurra

Allora senza chiavi né mani
arrivò il vento,
docilmente aprì la porta azzurra
e lasciò entrare le nuvole
che ancora sapevano di cielo.
Non ti spaventò
la mia follia
né ti consumò l’amore.
Avevano trionfi rossi
i ciclamini
ed erano una cosa sola con le tue mani,
eppure nessuno li vide
mentre mi accarezzavi.

Volano leggere le parole

Come sono leggere le parole
se non hanno radici nel silenzio,
Mi confondo e non dico
quello che davvero mi preme.
Occorre tempo per liberarle dal cuore.
Tu ascolti e sorridi
come una dea indifferente.
Domani ne cercherò altre
che diventino catene
per non lasciarti andare.
Ma ora volano leggere le parole
inghiottite dal cielo appena dette.
Stasera le avrai dimenticate
o perdonate.

Questa notte

Stanotte ti ho avuta.
Non sapeva sperarti
questo desiderio di maschio
che non ha radici.
E invece sei qui,
bianca d’avorio per le mie dita
e occhi vicini senza pudore
dell’abisso che s’apre sul fondo.
Mi sono immerso e t’ho presa
senza sapere dov’ero,
dimenticando il mio nome.
L’ansia di te mi ha portato
in questa terra sconfinata
percorsa da nomadi e bianchi cavalli
che mi tiene prigioniero.
Ma non voglio fuggire
se col respiro e le mani
mi dici che mi vuoi.
Dov’eri quando ti vidi
Il giorno dei primi mandorli?
Estranea e sicura
evitasti i miei sguardi
non dicesti di te per molti giorni.
Ma stanotte hai occhi di desiderio
che non smettono di chiedere carezze
e dormi felice,
le mani intrecciate a radici
sui nostri corpi nudi
che non vogliono lasciarsi.
Già bussa l’alba alla finestra
e i capelli hanno bagliori di sole
che non immaginavo.
Aiutami amore a non perderti.

 

Renato Fiorito è nato a Napoli nel 1946 e risiede a Roma, laureatosi in Economia all’Università degli Studi di Napoli, è stato dirigente dell’Ufficio Italiano dei Cambi, e poi della Banca d’Italia.
Nell’anno 2008 ha pubblicato il romanzo “Tradimenti” (Edizioni Zerounoundici). Nel 2010 ha scritto il romanzo “Ombre”, ambientato tra i clochard di Roma (prefazione della Presidente della Fondazione Don Luigi di Liegro, fondatore della Caritas romana). In poesia ha pubblicato: “Troppo rosso è diventato il cielo”.
Sito web di Renato Fiorito www.labellapoesia.com

6 commenti
  1. Bellissime poesie di diversa natura. La prima delicata e leggera. Il pensiero della donna amata, le sue carezze che annunciano la primavera e riempiono la stanza di cielo. La seconda, più triste, fa intravedere una distanza, una difficoltà a comunicare. Allora il poeta preferisce tergiversare, tacendo le parole che vorrebbe dire davvero e che hanno radici nel proprio cuore e perciò giacciono sul fondo e sono le più difficili.
    Infine la terza, per me è la più bella, carnale, sensuale. Una poesia matura e piena di senso. Bravo

  2. Grazie Renzo delle gentili parole. In effetti è come dici tu: le parole vere sono pesanti e restano sul fondo. E’ più difficile farle emergere perché ne abbiamo pudore. Cosi continuiamo a parlarci senza dire, sperando che il tempo risolva per noi i problemi.

  3. Complimenti a Renato Fiorito per la semplicità e il nitore di queste poesie d’amore. E per semplicità intendo una chiarezza d’intenti che si sprigiona dai versi, senza complicazioni di forma e di senso, e l’immediatezza di un impatto emotivo su chi legge.
    Mi è piaciuta tanto “Volano leggere le parole”.
    Saluti
    Monica

  4. Tra il pudore e l’effondersi , e con grande naturalezza del verso e dell’immagine .
    Complimenti romaneschi / rumorosi da
    leopoldo attolico –

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