Sei inediti di Maurizio Soldini

soldini foto

ORIGAMI DI UN VOLO

Aspettare nel solco della piana
tracciato dall’aratro trascinato
nella zolla che si desta supina,

implume come un passero,
venuto da origami e dalle mani,
che ha smesso di planare nel vento.

Subire le passioni dall’esterno
come da grandine, che piove dall’alto
e brucia e colpisce senza bagnare,

la pelle sciupata dal passaggio di nuvole
a scivolare in antefatti di futuro
a gradire la permanenza nell’assenza.

Senza fretta comprendere nel volo
quanto i secondi scendano nel baratro
dell’insolvenza dei significati,

riavvolgere allora bobine di pensieri
a dispianare voli, salti e svolte,
che giungono così al senso della vita.

TUA VITA

affiorare in uno schiocco di dita
per mulinare il cardine del salto
e avventarsi nella bufera di sale
torrida disfida di grandine e sole
buriana nella metafisica ardita
a sperlare i tepori di festa
per sfinire sulle biche formiche
sui turriti avelli di sfenoidi stanchi
e agitare la polvere e mescolare
per mescere ambrosia di genere
a spuntare un tic dalla tua vita.

 

CENNO A PRIMAVERA

il frinire s’inonda di rondini
a spluvio dai tetti il maestrale
spertica il filo di cielo sul canto
e musica avanza in note brulle
di endecasillabi sciolti di sbieco
ed è subito un cenno a primavera.

 

PARTITA DELLA SOCCOMBENZA

salmastre le acque di riporto
salgono sui crinali di strade
intonse come tomi di preghiere
ad affanni di futurate insidie
dalla marina sbiadita nel tornante
della sera che riporta verso te
casa o stamberga dell’esistenza
in cui essere e nulla si giocano
la partita della soccombenza.

 

FINALE

ma servirà il tramonto a traghettarci
nella notte e non si aspetterà
che la luna s’affacci sulle limacciose
dune lungomare a spiare o a espiare
il soffio delle onde incanalate
nei sussurri dell’albagia del giorno.

 

DOPO IL FINALE

Aleggiare sonore distrazioni
nei bugigattoli delle speranze
per ritrovare sale di stupore.

Silenziare la chiacchiera sciocca
balenando parole nel rumore
di nuvole come fiocchi di neve.

Alzeranno una luce sulle grigie
intercapedini a sollievo di arie
più pure di lini al vento della sera.

Incamminarsi allora su altipiani
di perspicacia a brucare aliti
di medesimezza in sciolta alterità.

A far cadere la maschera davanti
alle soglie del baratro per arrivare
alfine a toccare la vetta dell’essere.

***

Maurizio Soldini è nato nel 1959 a Roma, dove vive e lavora.
Medico, filosofo e poeta, insegna Bioetica e svolge l’attività di clinico medico presso la “Sapienza” Università di Roma.
Ha all’attivo numerosi interventi, articoli e saggi anche su riviste internazionali.
Collabora con Riviste e quotidiani, in particolare ha collaborato come editorialista con il quotidiano Il Messaggero e ha collaborato e tutt’ora collabora con le pagine culturali oltre che come editorialista con il quotidiano Avvenire.
Ha pubblicato diverse monografie tra cui: La bioetica e l’anziano (ISB, 1999), Argomenti di Bioetica (Armando, 1999 e 2002), Bioetica della vita nascente (CIC, 2001), Filosofia e medicina. Per una filosofia pratica della medicina (Armando, 2006), Wittgenstein e il libro blu (Mattioli 1885, 2009), Il linguaggio letterario della bioetica (Libreria Editrice Vaticana, 2012), Hume e la bioetica (Mimesis Edizioni, 2012).
Ha pubblicato le seguenti raccolte di versi: Frammenti di un corpo e di un’anima (Aracne, 2006), In controluce (LietoColle, 2009), Uomo. Poemetto di bioetica (LietoColle, 2010), La porta sul mondo (Giuliano Ladolfi Editore, 2011) e Solo per lei. Effemeridi baciate dal sole (LietoColle, 2013).
È presente, inoltre, in diverse antologie poetiche. Numerosi anche suoi interventi di critica letteraria.

4 commenti
  1. L’uso del verbo all’infinito in alcune di queste poesie, nel momento in cui lascia indefinito il soggetto, rende universale l’azione. Ben lo sapeva Eugenio Montale ( “Meriggiare pallido e assorto…” ).
    Belle poesie. Complimenti
    Giorgina Busca Gernetti

  2. Poesia calda, contaminante, dove l’asciuttezza verbale è prodromica spia di una vis creativa generosa, e umanamente sapida di storie. La virtù di Soldini sta nel saper trattare la natura in maniera estremamente simbolica, e farne un corpo di sostanziale potenzialità cromatica a concretizzare gli input esistenziali. C’è l’amore, c’è la vita, c’è la gioia della scoperta, la meraviglia della novità, ma anche l’inquietudine della vicenda umana. Il tentativo di arrampicarsi all’oltre, pur cosciente che da quelle cime si apriranno orizzonti brumosi; Il tentativo di verticalizzare una ricerca nel più profondo di un mare sconfinato:
    … A far cadere la maschera davanti
    alle soglie del baratro per arrivare
    alfine a toccare la vetta dell’essere.

    Belle poesie, caro Maurizio. zeppe di pensamenti, meditazioni e tanta spontaneità alimentatrice.
    Nazario

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