Cinque poesie inedite di Marco Onofrio

SALIRE Eppure è sacra l’imperfezione che ci rende erranti. Non si può dominare il caos: la vastità del tempo sfugge la portata dello sguardo. Quanti arcani restano insoluti… Ci sono ore lucide, splendenti: inattese accendono di nuovo l’amore che proviamo per il mondo. E abissi di passione e conoscenza dove bruciare, e ritornare forti. Ascolta… Continue Reading


“Anche la morte muore” di Vito A. D’Armento, Pensa Multimedia, letto da Dante Maffia

Cominciamo dal linguaggio: colloquiale, senza impennate, un parlare sottovoce per adeguarsi al silenzio della morte… ma nel colloquio le cadenze spirituali di amicizie e di scambi importanti sia sul piano umano e sia su quello culturale… Poi la densità del vissuto, di cui D’Armento vuole conservare il maggior numero di memorie, secondo il suggerimento di Corrado… Continue Reading


“Tra gli angoli del tempo”, VI e-Book de “I Quaderni di Érato”

…la stanza è coniugata al ritmo dell’esistenza, all’età, alle stagioni, ai vissuti, in una parola alla temporalità e sovranità del’accadere, alle figure della memoria, al depositarsi del flusso della vita in urne di senso, in interiorità esistenziali. La stanza non è solo un contenitore, ma nel suo darsi sintetico e immediato al volto del soggetto smarrito e perduto, rappresenta un… Continue Reading


Tre poesie inedite di Luciano Nota

LA NEVE E’CALDA Dimentichi troppo spesso che è meglio avanzare ascoltare nel frastuono l’esatto lavorio dei venti che, con un colpo d’ascia e uno di brio, cancellano i morti. Dimentichi che è libertà la mossa ingrata dei colletti bianchi così, come quella dei selvaggi. Hai detto “dopo” troppe volte e il momento sembrava vero. Ora… Continue Reading


Nel 750° anniversario della nascita di Dante: Brunetto Latini, colui che non capì dov’è il vero tesoro (Inferno, XV) di GIOVANNI CASERTA

…la conoscenza süa al mio ‘ntelletto; e chinando la mano a la sua faccia, rispuosi: «Siete voi qui, ser Brunetto?». E quelli: «O figliuol mio, non ti dispiaccia se Brunetto Latino un poco teco ritorna ‘n dietro e lascia andar la traccia». Brunetto Latini fu tra i più famosi intellettuali del Duecento. Maestro ideale di… Continue Reading


Una poesia di Giuseppe Ligresti e di Gae Spes

Quale primavera mi attende Quale primavera mi attende in questa aiuola desertica, in questa desolata terra, su questo trespolo dove piamente affondo la mia fetta di culo. Vivo, in questo podere, per metà fantastico, tra queste stradine per metà pisciate dai cani, tra le quisquiglie fraterne che ammazzano se non il tempo quantomeno l’asfissiante retorica… Continue Reading


Cinque poesie di Narda Fattori dalla raccolta “LE PAROLE AGRE”, L’arcolaio

Nei quotidiani transiti delle ore lavo piatti sfoglio libri calpesto ombre di incontri su brecce di sentieri porgo mani grandi e nude all’estro del vento. E m’accoccolo al fuoco dei camini mi perdo nell’ardore amaranto dei tramonti d’autunno mi chiudo in un bozzolo e quasi non respiro. A qualcuno sarà dato diventare farfalla iridata? Mi… Continue Reading