Cinque poesie di Ottavio Rossani da “Soverato” (Autoantologia con poesie inedite 1976 – 2018), i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno – 2019

soverato

Violetti flutti

Violetti flutti
sono
le forze dell’ira.
Sconvolgono affetti,
si inseguono tra rombi.
Nella picture del sogno
rivoli lucenti e ignoti
si vuotano in vasche azzurre.
Volti irridenti gridano
folli perdizioni.
Si chiudono crateri voraci
sui membri di vita.

Da Le deformazioni(1976)

 

Il mare dei poeti

Il tempo è passato così travolgente!
Appena ieri sconvolgeva la passione.
Oggi il gusto è più raffinato
e più sottile s’insinua il desiderio.
Rileggendo il passato itinerario
tutto sembra uguale ma è mutato.
Tuttavia col sole ancora brindiamo
al mare che i poeti sempre indora.
I poeti, sì, che guardano il vero.
In un attimo d’eternità.

Da L’ignota battaglia (2005)

 

Scoppietta il respiro

Scoppietta il respiro nel buco in gola,
la voce non importa, il bisturi tagliò
le corde pazze, e dormi uomo
in alternate apnee sfidando agguati.
“Mi avete abbandonato”. Ma no.
Per la partita a bocce, buon testone
di lontane origini tedesche,
a Soverato ti aspettano.
Nei cunicoli controlli l’esercito
dei geni, voraci d’aria.
La mattina finalmente è una vittoria.
Il drago se n’è andato.

Da Falsi confini (1989)

 

Il bel tempo accompagnava

Il bel tempo accompagnava i desideri.
Si auguravano grandi destini.
Adulti e subito vecchi,
s’incantavano ancora del paesaggio,
mare, sole e dolci languori.
Progetti, attese, infine delusioni.
Solida la torre di Carlo Quinto dimostrava
da secoli l’immutabilità delle cose.
Eppure la bellezza del Golfo
era sempre diversa dal giorno prima.

Da riti di seduzione (poesie inedite)

 

Le luci del Golfo rischiarano

Le luci del Golfo rischiarano l’imbrunire
prima che il buio pretenda segrete visioni,
il mare nella baia di Soverato è nero,
ma sfuma verso un nobile blu di velluto.
Il cielo nitido dispensa migliaia di stelle
per giocare nell’acqua con pesci d’argento.
Dentro le ombre degli alberi sul Lungomare
rivivono le figure della giovinezza che
negli occhi sono ancora forti e ardenti.
E faccio l’appello silenzioso per verificare
le presenze, ma molte voci non rispondono,
eppure io le sento remote e nostalgiche;
si complimentano, osannano, e sulle onde
del pensiero mandano affettuosi messaggi.

Questa città mi ha accolto appena nato,
mi ha coltivato per anni nelle sorprese,
ho scoperto qui ogni giorno ipotesi
di conoscenze e allettanti libertà lontane.
Le barriere delle piccole dimensioni
non hanno bloccato lo scorrimento
delle attese, dei desideri e dei progetti.

Il sogno che oltrepassava ogni muro
è stato il più forte e cogente interprete
del viaggio dall’infanzia alla maturità.
Un viaggio nelle infinite direzioni
del vivere, dello stare, del viaggiare,
del lottare, dello scrivere e del tornare.
Non è stato inutile né sterile viaggiare
nei diversi continenti e in mille città
se ora siamo qui a esaltare il valore
delle origini messe in salvo oltre i delitti,
il cinismo, le guerre, le ingiustizie.

Voce di profeta è linfa per la speranza.
Un giorno ci sarà pace tra gli umani,
in ogni spazio e in tutte le terre.
Forse da qui non vedrò l’Aurora,
ma sarò riconciliato con i miei avi,
e con i posteri che sapranno cercare
finalmente il “centro del mondo”.
Per me è stato ed è ancora Soverato.

Da Visioni soveretane (poesie inedite, 2018)

 

51kfenNnOttavio Rossani (Sellia Marina, 1944), vive a Milano, dove si è laureato in Scienze Politiche e Sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Poeta, scrittore, pittore e regista teatrale. Come giornalista – 40 anni al Corriere della Sera – ha viaggiato in diversi continenti; ha incontrato potenti e umili negli ambiti della cultura, della politica, della cronaca. Ha scritto saggi storico/letterari e racconti. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Hogueras (1998), L’ignota battaglia (2005), Finestre aperte (plaquette, 2011), Riti di seduzione (2013); i saggi: L’industria dei sequestri (1978), La tragedia italiana da Sossi a Moro (1978), Leonardo Sciascia (1990), Le parole dei pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002, tre edizioni); il racconto storico: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). (Molti di questi volumi si trovano ancora in vendita nei siti web dedicati ai libri). Molte le plaquette, corredate da suoi disegni originali. I suoi quadri si trovano in collezioni private, in Italia e all’estero. È stato uno dei fondatori e direttore responsabile della rivista di “poesia e ricerca” Il Monte Analogo. Per il teatro ha curato la regia di Disobbedienza d’amore di Mariella De Santis al “Sipario Spazio Studio” (Milano, 1998). Ha realizzato una “mise en espace” delle poesie di Federico Garcia Lorca per il centenario della nascita, con musica e ballo di flamenco, con il titolo tratto da un verso del poeta Se mueren de amor los ramos (Caffè Letterario, Milano, 1998). La sua pièce, Se mi vengono i brividi, è stata rappresentata a Buenos Aires, con la sua regia. Attualmente collabora con quotidiani e riviste con editoriali sociopolitici e con articoli di critica letteraria, in particolare con “il Quotidiano del Sud”. Dal 2007 è responsabile del blog POESIA sul Corriere della Sera on line (poesia.corriere.it)

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