Tre poesie di Riccardo Mazzamuto da “La volpe e il gatto – Poemetto civile”, LietoColle

Riccardo Mazzamuto La volpe e il gatto copertinapiatta

Riposta… impalcatura
cupola metallica
la cui vista dava
sul palco, nascondeva
giochi proibiti
e ferite e ferite.

Disegnato su tela
il cielo, alberi,
frutti e pini vecchi
usciti senza colpe
né tracciabilità
agli occhi dei fedeli.

Salmone viaggiatore
grida e grida… grida…
comunica alla stampa.
È un pazzo! è pazzo!
Viene afferrato…
preso e cucinato.

La volpe e il gatto
avanzano fin dentro
le vene, raggiungono
il cuore che si agita,
si gonfia di gioia
e prospera la fede
ergastolana, imposta
bontà da dittatura.

Non c’è remissione
Complice farai parte
dell’esercito armato,
carcerato a vita.

*

Domenica dietro
per metà dall’appoggio
di marmo ammiriamo
lontano come fosse
volta, la prima volta.

Movimenti ricreano
immagini, credenze…
riti. Quando eravamo
bambini sedevamo
in prima fila… ancora
niente è cambiato.

Confini sostenuti
su terra tracciati
dal popolo. Parlano
di grazia i fedeli,
di reticoli i gatti:
azioni, titoli
di Stato, futures, swap
cemento su mattoni
compiacenze, fondi
comuni, investimento,
straripano conteggi,
correnti prevalgono
art 2346 art 2349:
legge uguale per tutti
per la gloria… gloria
dei pochi eletti… pochi.

*

Abbattono anime
ostinate vicino
al muro diventato
deserto con colpi di
preghiera a salve.

Dentro… dentro scavano
per far riemergere
i segreti bancari,
conti, titoli azioni.

Là una volta lavato
purificato, quando
disinfettato, quando
sarà messo all’asta
ci abiteranno… figli
del popolo… popolo
con consumi d’acqua
luce gas ici e irpef
gratuiti… gratuiti.

Fanciulli seviziati
da idee imposte,
dottrine e religioni:
obbiettivo di voto
democratico retto
insieme per morire
di futuro. Conosco
l’enigma della vita
ma non posso svelarlo…

Campo di battaglia,
questo… dovete solo
obbedire e vivere
questo e per noi.

Riccardo Mazzamuto

 

download1-e1516198219409Riccardo Mazzamuto (Livorno, 1966) ha pubblicato Abitudini d’animo ( Editrice Nuova Fortezza, 1988) prefazione di Laura Bandini, La sorte dell’ingranaggio (Campanotto Udine, 1993) prefazione di Carlo Marcello Conti, De profundis (Gazebo Firenze, 1997) prefazione di Mariella Bettarini. E’ presente in due antologie edizioni 1988 e ’89 “Calafuria” (Il Gabbiano edizioni Livorno) prefazione di Riccardo Marchi. Della sua poesia si sono occupati anche Dario Bellezza e Raffaello Bertoli.

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