Invito ai poeti.”Il volto e l’anima”, settimo e-Book de “I Quaderni di Èrato”

Dürer_-_Selbstbildnis_im_Pelzrock_-_Alte_Pinakothek

Autoritratto con pelliccia, Albrecht  Dürer, 1500

Definiamo l’anima il principio vitale degli esseri viventi. Secondo la religione e molte dottrine filosofiche è la sostanza immateriale e immortale dell’uomo, distinta dal corpo e principio delle diverse attività spirituali. La speculazione filosofica intorno all’anima inizia con Platone e Aristotele. Per il primo l’anima è il principio che dà vita al corpo e, essendo causa di vita, ha la vita per essenza: è quindi immortale, la sua natura, diversa da quella corporea, è di origine divina. Per Aristotele l’anima è la forma del corpo, la sua entelechia, attualizza cioè le funzioni essenziali della vita vegetativa, sensitiva e del pensiero. In Cartesio è il cogito (cioè la riflessione su se stessi) che dà la certezza dell’io come realtà sussistente, ma è soprattutto l’indirizzo empiristico che arriva, attraverso la critica lockiana, alla negazione della sostanza in Hume, per il quale appunto l’anima come coscienza non è che un flusso di sensazioni. La critica kantiana (paralogismi della Ragion Pura) è diretta a dimostrare la falsità del procedimento razionale allorquando assume come oggetto  di conoscenza, cui sia applicabile il concetto di sostanza, l’io penso che è solo  attività pensante, cioè l’unità della coscienza. Per Hegel l’anima è il primo grado (il momento della soggettività) dello sviluppo dello Spirito, mentre il positivismo, riprendendo la dottrina dell’empirismo porrà le basi della moderna psicologia, cioè di una scienza che studi i fatti psichici con lo stesso rigore delle scienze della natura.

Il volto è l’aspetto esteriore, il modo di presentarsi di qualcosa, di qualcuno, ma è anche la valenza che riconduce agli stati d’animo, all’inconscio. Già da Aristotele si è tentata una disciplina parascientifica (Fisiognomica) che si propone di dedurre i caratteri psicologici e morali dall’aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto. L’arte, e in primis la pittura, è ricchissima di opere che rappresentano le varie espressioni del volto che riconducono inevitabilmente ai “moti dell’animo”, un diretto rapporto tra l’aspetto esteriore e quello interiore, tra il “pensiero” visibile e quello nascosto.

Alla luce di queste considerazioni, invitiamo i poeti a inviarci le loro poesie inedite per il settimo e-Book de “I Quaderni di Erato” entro il 13 marzo. erato2.0@libero.it

La redazione

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6 commenti
  1. Gentilissimi, il tema è di estremo interesse ed è anche bellissima la sua lapidaria formulazione: “Il volto e l’anima”. Un quinario sdrucciolo di rara, estrema bellezza la cui discorde musicalità già mette in moto la fantasia e il cuore, il corpo e la sua volatile prigioniera. Io mi sarei fermato lì.
    Chi infatti, all’interno di una pur così illuminata redazione, ha potuto licenziare un così sciatto “bignamino” filosofico sull’essenza dell’anima?
    A un titolo davvero prodigioso e sufficiente a se stesso – “Il volto e l’anima” – segue purtroppo un testo di velleitarie aspirazioni filosofiche di cui, sinceramente, si sarebbe fatto volentieri a meno.
    Con la mia immutata stima e cordialità

  2. Caro Paolo, ” sciatto bignamino filosofico sull’essenza dell’anima?”, “testo di velleitarie aspirazioni filosofiche”. Mi chiedo: ci vuole coraggio a scrivere questo! Ma insomma, non era giusto fare un excursus filosofico dell’anima? O l’anima oggi è solo il più miserabile filo a cui nulla più si attacca, e il più miserabile corpo neppure lo contiene? L’anima ha una sua “ragione” d’essere, ed è solo in questa “ragione” che possiamo ritrovare il nostro volto.

  3. Carissimo Luciano, è vera, giusta e bella la tua affermazione secondo la quale “l’anima ha una sua “ragione” d’essere, ed è solo in questa “ragione” che possiamo ritrovare il nostro volto”. La sottoscrivo. Ma io ho detto soltanto che l’”excursus filosofico” poteva essere fatto molto meglio, magari citando brevi passi dei filosofi citati. Così mi sembra un po’ troppo “excursus” e un po’ troppo poco “filosofico”. Tutto qui.
    Stammi bene. Buone cose a te e a tutti gli amici di Erato.

  4. Amico, avrai certamente capito che il virgolettato “ragione” intende “analisi filosofica”, o meglio ancora “psicologica”. Sarebbe stato molto più impegnativo riportare brevi passi dei filosofi. Nel lanciare un così importante tema non potevamo esimerci dal trattare in modo molto sintetico il concetto di anima. Un carissimo saluto.

  5. Senza entrare nella vostra cortese diatriba, il tema del prossimo e-book, così come è stato proposto, mi sembra più che sufficiente, oltre che efficace ed esteticamente valido: “Il volto e l’anima”.
    Anche rovesciato: “L’anima e il volto”.
    GBG

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