LA SETTIMANA DELL’AMORE (primo giorno): poesie di Francesco Petrarca, Claudia Brigato, Anna Maria Bonfiglio, Paolo Ottaviani, Paolo Polvani, Daniele Cavicchia

220px-Martin_Luther_King_Jr_NYWTSAi nostri più accaniti oppositori noi diciamo: Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d’animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo“.

Martin Luther King

Con le parole di Martin Luther King riapre la settimana dell’amore. L’amore che deborda, oltrepassa ogni margine, l’amore universale, fraterno, che abbraccia e coinvolge  ogni fatto umano. Buona lettura!

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Giotto 1306 ca. Affresco. Cappella degli Scrovegni della chiesa dell’Arena a Padova. “Il bacio di Gioacchino e Sant’Anna alla Porta d’Oro”.

ERANO I CAPEI D’ORO A L’AURA SPARSI

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ’n mille dolci nodi gli avolgea,
e ’l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;

5e ’l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?

Non era l’andar suo cosa mortale,
10ma d’angelica forma; e le parole
sonavan altro che, pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or tale,
piaga per allentar d’arco non sana.

Francesco Petrarca

NON TI CONTIENE LA PAROLA

Non posso ferrare i tuoi occhi nella stretta di un verso:
mi piovono dall’alto
– da ogni dove, da tutti i tempi –

Lo senti? Non ti contiene la parola
scende con riso ghigliottino,
traccia confini, smezza unità
E tu mi arrampichi con l’insistenza dell’edera
odorosa di giugno
che mi fa tutta un prudere inguaribile di gioia.

Solo questo so predicarti:
il semplice sorriso dell’erba verde
in un giorno qualunque di primavera.

Claudia Brigato

MA SE TI AMO

Potrei non amarti
e non specchiare i giorni nelle attese
non inventare squilli di telefono
ed orfici trastulli di parole

Potrei non amarti
restando sulla soglia della vita
ed allacciare vacue connessioni
con ciò che mi circonda

Ma ho aperto l’ali a volo dispiegato
per abbracciare la luce del tuo volto
e appendere il mio ramo
alla lucerna della tua finestra

Potrei non amarti
e ricoprire il cielo di silenzi
incerottare gli occhi della luna
fingendomi serena

Ma se ti amo
(e so di non sbagliare
amandoti d’amore come t’amo)
lascia che il tuo respiro risalga
le mie vene e si cancelli l’incerta fine
che spetta ai grandi amori.

Anna Maria Bonfiglio

LA BETULLA PIANGENTE E INNAMORATA

La betulla piangente e innamorata
sta sognando il suo abete ormai rapito
dalle nuvole vergini e una fata

pura e vaga – la neve – col vestito
sdrucito dagli zoccoli dei cervi
che fuggono impauriti oltre il ferito

orizzonte del bosco – i loro nervi
sono contratti e il cuore è in tumulto –
(qui minacciosi gli uomini e protervi

lasciano indifferenti il loro insulto).
Nel bosco è notte fonda.
La betulla piangente
rincorre un sogno d’amore. Sull’onda
di un fruscio s’affaccia alla mia mente
l’abete innamorato
e la sua cima dondola: “chi è amato
– è legge del poeta –
da remota cometa
all’amore è guidato”. La betulla
crede e sorride, beata fanciulla.

Paolo Ottaviani

IN CAMBIO DEL TUO PIANTO

Quanta disperazione si è data appuntamento e ora
ti assilla e assedia e ti difende
la convulsa grammatica del pianto.

E’ lì che ti raggiungo, dentro i singhiozzi.
Un pianto di donna che mi chiama a un lampo
d’immaginazione, a un fervore fecondo.

Stringo nel pugno una risoluzione dell’amore,
invoco sul tuo dolore la quieta luce dell’aurora.

Paolo Polvani

A GABRIELLA

Tu abiti una frase che non so scrivere
una che abbia un senso
perché di te hai detto esistendo

L’immagino breve eppure senza fine
come un giorno che somigli alla tua bellezza
forse come l’acqua, la sua trasparenza

Tu che torni all’interno di un rito da compiere
ombra che ama ombra
nel silenzio pieno di parole

Esisti nella materia compiuta dei tuoi occhi
nell’azzurro che non tradisce
nella giustezza che ti crea spazio

Tu abiti una frase che non so scrivere
ma sei una data certa
in questo tempo che sfarina

Daniele Cavicchia

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6 commenti
  1. Qui ritorna l’ora sublime della poesia d’amore italiana, che ha fatto lume a quella mondiale. Tornano dai volti ridenti i personaggi rari dello Stilnovo, di Petrarca ed altri loro simili portentosi, in questi moderni poeti, a ridare frescura e autenticità alla poesia, sì che ridiventi balsamo di bene a vincere il morbo del male, e miracolo che irresistibilmente si fa oggetto di contemplazione e fonte d’incanto.
    Domenico Alvino

  2. “l’arrampicare” nella poesia della Brigato e la ” disperazione ” nella ” grammatica del pianto ” sono le due facce dell’amore e delle sue ( talvolta ) dolorose conseguenze.

    touché.

  3. ho omesso di citare che la “disperazione nella grammatica del pianto”
    è del caro Paolo Polvani, ma era evidente.
    scusami

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