Antonella Radogna, “A margine”,Gruppo Albatros Il filo – 2006, letto da Dante Maffia

tumblr_nbcc801liE1r09koeo1_r1_500Il poeta è sempre a margine di qualcosa: della vita, della morte, dell’angoscia, della malinconia, del non detto, del troppo detto, del silenzio, dei rumori… E potrei continuare per evidenziare che la poesia vera nasce da osservazioni laterali, da guizzi della condizione marginale. Ma bisogna mettersi d’accordo sul termine “margine” che comunque non è comunione con l’assenza o con la distrazione, anzi… è occhio aggiunto che percepisce ciò che non appare subito, è comunione con l’invisibile… già, lo diceva Rilke, “i poeti sono api dell’invisibile” e Antonella Radogna è una di queste api che danno miele alla parola proprio perché stanno in agguato al margine però mettendosi in gioco. Per poter entrare nella polpa viva di questo libro bisogna partire da una composizione che illumina tutte le altre, Parole (che è anche il titolo dell’unica bellissima raccolta di Antonia Pozzi): “Esiste uno spazio oltre il quale le parole non possono / più dire senza tradire la vita… / Esistono parole che non sanno dire… / Esistono parole che non ti appartengono più… E’ al di fuori della parole che ci siamo riconosciuti…”. Nel mentre Antonella fa un atto di agnizione nel confronti delle parole, avviene la negazione di esse se non riescono ad essere sintesi della sostanza dell’amore e in genere del vivere. E’ la sfida dei poeti, riuscire a trovare parole senza pesi antichi, non logorate, non distorte per poter entrare nel mistero del senso, per poter giungere “alla porta della parola”. “Il mio mondo è quello che non conosco. / Le mie parole tutto quello che non dico, / eppure, a volte, non mi resta che l’apparenza”. E potrei continuare ad offrire esempi di uno scavo della poetessa in direzione di quella dolce disperata angoscia della dissolvenza che non permette di far combaciare la sostanza dell’essere con i suoni. Ne ha parlato Heidegger suggerendo e discettando, ma per il poeta tutto scorre in abbacinamenti che sembrano risolvere il tutto e che subito diventano divagazione, se non ombra, come la poetessa dice. Eppure sappiamo che quell’ombra ha il segno dell’infinito e della eternità se ha colto il seme di una verità ch’era in cammino e per un attimo si è fermata. Antonella Radogna sente l’effimero della vita e si ferma a riflettere sulle azioni e sui pensieri, sulle emozioni e sugli incontri, sui luoghi dove è nata e sui luoghi dove è vissuta (“Viaggiare, perdere paesaggi”), e vorrebbe avere davanti a sé la possibilità di dipanare la realtà secondo la cadenza di un album che sfoglia le pagine e permette di decifrare l’essenza dei momenti e poiché non è possibile perfino la Rinascita entra in fibrillazione e si fa Dispersione. Dispersione, non perdita totale, tanto è vero che “Il corpo si lascia attraversare / da fremiti incontenibili”. Ma mi rendo conto che sto facendo, in qualche modo, il romanzo delle sensazioni e delle emozioni di Antonella di fronte alla vita e al suo scorrere veloce e ricca di eventi. In queste pagine però c’è qualcosa di più del romanzo di una giovane donna del Sud sbarcata a Milano con il suo bagaglio culturale e con i suoi archetipi che subito si ergono contro la diversità. E il di più è il linguaggio adoperato, la capacità di saper estrarre dal proprio corpoanima quell’altrove che diventa canto e analisi dei nuovi approdi. Antonella Radogna, proprio perché sa “Che nulla esiste isolatamente, / né in noi stessi né nelle cose” riesce a cogliere l’essenza del “Sangue / che scorre nelle vene del mondo” per farci capire “la verità di un figlio” ma anche e soprattutto che “l’essere coincide con il non essere”, e che la poesia è veramente, come diceva Giuseppe Ungaretti, “il mondo, l’umanità, la propria vita fioriti nella parola”.

Dante Maffia

AntonellvKh4Ds1XPP4now=--a Radogna è laureata in lingue e letterature straniere e scienze psicologiche, vive e lavora a Matera dove insegna in un istituto secondario. Ha pubblicato traduzioni per riviste americane e un saggio per Rubbettino Editore su Edgar Morin. Co la raccolta A Margine ha vinto il IV Concorso Nazionale di poesia “Isabella Morra” 2009 – sez. Libro edito. La sua ultima raccolta Paesaggio Liquido del 2013 è edita da Poesia – Fondazione Mario Luzi.

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1 commento
  1. Come sempre, Dante Maffìa va al cuore delle cose e della natura poetica che le traduce. Centrata, in essenza, l’interpretazione della Radogna, aperta a nuovi e ulteriori spazi esegetici.

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