I MAESTRI: Charles Baudelaire, scelto e tradotto da Nazario Pardini

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De “Le Voyage”

VIII
Ô Mort, vieux capitaine, il est temps ! levons l’ancre !
Ce pays nous ennuie, ô Mort ! Appareillons !
Si le ciel et la mer sont noirs comme de l’encre,
Nos cœurs que tu connais sont remplis de rayons !
Verse-nous ton poison pour qu’il nous réconforte !
Nous voulons, tant ce feu nous brûle le cerveau,
Plonger au fond du gouffre, Enfer ou Ciel, qu’importe ?
Au fond de l’Inconnu pour trouver du nouveau !

VIII

O Morte, vecchio capitano, è tempo! Leviamo l’ancora!
Questo paese ci annoia, o Morte! Completiamo il viaggio!
Se il cielo e il mare sono scuri come l’inchiostro,
I nostri cuori che tu ben conosci sono zeppi di raggi.
Versaci il tuo veleno perché ci riconforti!
Noi vogliamo, tanto ci brucia questo fuoco il cervello,
tuffarci nel baratro, Inferno o Cielo, che importa?
Al fondo dell’Ignoto discendere per trovarvi il nuovo.

 

 

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2 commenti
  1. Fortissimo e intenso l’eco di Coleridge ma il colore di Baudelaire supera lo stato depressivo. Il ruolo del poeta assolve con obblighi fissi di continua e perseverante ricerca il trovare la strada risolutiva capace di superare la situazione per spiccare direttamente dalla miseria il volo nel sublime, l'”Ideàl”. Una lotta appassionata dove spesso si è perdenti e consci del proprio status ma che l’elevatezza del timbro fanno uscire dai canoni tradizionali, anche attraverso una perdizione perpetua, un abisso cha attrae nel suo stesso disfacimento per sigillare un patto faustiano ricco di demoniaco fascino.

    • Elegante e lineare traduzione.La Poesia, il Viaggio, o meglio il Viaggio della Poesia.
      Forse solo la Poesia può aiutarci a vincere il quotidiano noioso, ripetitivo e insensato, fonte di accidia e depressione: il Vecchio capitano ci permette di levare l’ancora per tuffarci nello sconosciuto, Inferno o Paradiso non importa, purché sia il nuovo, il Sublime .
      Ci si può perdere nel mare e nel cielo parimente bui, come l’inchiostro, ma consapevolmente sapendo di perdendosi nel volo.
      Una lirica splendida, di tono elevato e vibrante, una invocazione che richiama il mistero del vivere e del morire, le ragioni della verità inafferrabile e mai appagata e della noia che ci tormenta, il superamento appassionato e volontaristico della depressione nel cielo poetico.
      M.G. Ferraris

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