Cinque poesie di Luigi Paraboschi

info_viaggiatori

 

 

 

 

 

 

 

 

I VIAGGIATORI  LOW COST

I viaggiatori low cost che scelgono la notte
hanno pieghe increspate agli angoli degli occhi
e bocche amare rivolte verso il basso
dal sapore di pentole incrostate
messe poi a macero in fondo ai lavandini
perché hanno visto i colori di molte albe
e sanno che il sole non ha misericordia
per l’ epidermidi di carta velina, solamente
le pelli buone per tamburi ne saranno immuni,
e anche se portano un bagaglio all’osso
non sanno rinunciare al vizio del superfluo,
c’è sempre in fondo alle loro sacche
un malinteso troppo malinconico, non definito,
il morso della pelle che non s’arrende all’evidenza
e quando sgambano per salire in corsa
cercano di farla franca con il check-in
-vorrebbero non obliterare –
signora,
vuole scherzare ?
non siamo in treno,
qui tutto si pesa
sperando d’utilizzare il ticket per altri viaggi,
poiché è nei dettagli che si nasconde il diavolo
-come qualcuno ha detto- s’inventano le scuse
di non sapere scrivere, solo stenografare,
consci che il peso sta nel bagaglio a mano,
in quella carne che si cela all’occhio e li fa soffrire.

 

DOPO IL FILM“ UN GIORNO DOVRAI ANDARE “

Il dolore talvolta è lama
che fulmina il respiro
è trapano che s’avvita
sulla ferita d’eviscerazione
resti incapace
di capire dove finisce
la sofferenza del tuo corpo
per sconfinare in quella della mente
navighi per tutta l’Amazzonia
scavi dentro l’acqua con un setaccio
dai fori troppo larghi
nei quali fugge la speranza
ma l’amore per coloro che stanno
ai margini non sa portarti
oltre una solitudine di sabbia
così cammini dentro le acque
alla ricerca di quel Dio
che altri fanno pane quotidiano
mentre impasti desolata
la tua farina senza lievito.    

 

RILEGGENDO  “ GITA AL FARO”

Hai fatto bene, Lily Briscoe
a dare un’altra prospettiva
a quel tuo quadro; l’albero
andava allontanato, come supponevi;
così la signora Ramsay avrà,
guardandolo dal Cielo, il respiro
che la vita le negava sopra l’isola
davanti al faro in Cornovaglia.
Oh, Lily, fotografa di anime,
il tempo insegna che non si possono
chiedere cinquanta pounds ad un genio
per fare riparare il tetto della serra,
perché la notte scenderà presto
sopra i ragazzi, sulle cose
e sullo scialle verde all’angolo,
e la vita è quella cosa terribile
ed ostile, pronta a balzarti addosso
se solo le offri l’occasione
e la bellezza non ci salva, come
non salverà l’illusione del signor Ramsay
di rimanere dentro la storia del pensiero.
No, Lily, i tuoi fantasmi se ne vanno tutti
con l’anima di Virginia, resti soltanto tu,
sola con quella pietà dolente di ragazza
che vuol dipingere un quadro che nessuno vede.

 

ANCORA A MARGINE DE  “ GITA AL FARO “

Tutto dipende, James, dalla distanza
a cui ci collochiamo dalle persone
e dalla difficoltà nell’equilibrio
tra due opposte cose : l’omicidio del padre
o la sopravvivenza senza di lui
ma ora il faro è lì, dieci anni dopo
il giorno della disillusa attesa :
domani pioverà, non si potrà andare “.
Sì, Lui era così: certo di sé, affidabile
come le sue scarpe fatte a mano
quando le spiegava a Lily con tutta
la sua gloria assunta prima dei trent’anni
(forse il più grande metafisico del nostro secolo “)
ma le sue ire, i piatti gettati dalla finestra
le sue assenze dietro un libro
e quel cercare sempre l ‘approvazione,
la voglia di piacere, specie all’altro sesso.
Un padre cui piantare una lama dentro il cuore,
vero James? L’odio cresce nelle notti in cui
la terza scia del faro si stende sopra il letto,
ma oggi è il giorno, il Mito muore quando tu t’avvinghi
alla barra del timone con perizia e il faro è lì,
sotto il tuo sguardo e l’isola non è più neppure
la foglia piccola che sta per scomparire sotto l’onda,
mentre dimentichi la Casa e la Madre non annega più
la delusione d’aver sposato un Monumento.
Ora James sei libero, ed il ricordo della ruota
che schiaccia il piede umano l’hai allontanato,
è volata via l’arpia dalle nere ali che ti divorava.

DALL’ERMO COLLE

Mi piace affogare nei gelati,vivo di quelli,
è facile qui sotto il Vesuvio, a casa neppure
li potevo immaginare, sotto il dominio
di quel rottame di Monaldo e dell’arpia di mia madre.
Era quella la mia terra, d’accordo,
ho scritto di quel colle
ma cosa avrei potuto fare
visto che dalla mia finestra
non si vedevano che le Cesane ?
A diciott’anni non vedevo che la fuga
ma quel baciapile di mio padre
non scuciva che gli spicci per carta e penna,
ed io, sì, mi sfogavo con Giordani
scrivevo a mezzo mondo
sperando in qualche mediocre sinecura
ma quei papisti di Recanati
sentivano puzza di zolfo
dentro ogni quartina che stendevo.
Allora ho abbandonato la visione
di quel colle, la Fattorini ed i pastori
erranti, roba per giovani romantici
( soltanto dopo, qualcuno ha detto che anticipavo i tempi )
ed ho seguito Ranieri, giovane tombeur de femmes,
scansafatiche indebitato come lo ero io,
in questa città di truffatori felici e goderecci
e mi accontento di dissertare attorno alla ginestra,
seduto ai tavolini d’un caffè di via Caracciolo.

Luigi Paraboschi , 75 anni, vive in provincia di Piacenza. Vincitore di molti premi di poesia. Ha pubblicato: “Il peso delle foglie”, 2007, Simple;  “Geometrie precarie”, Helicon, 2009.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8 commenti
  1. La malinconia , talvolta l’angoscia, accompagnano le poesie di Luigi,poeta di suoni lievi e di pesi grevi. Ne danno dimostrazione queste poesie che , pur trattando argomenti diversi, giungono alla stessa dolente meta, Vibra all’interno delle parole una grande solitudine, il peccato di opggi che porta con sè la condanna.
    Narda

  2. La prima poesia mi ricorda la bellezza di una poesia di ledo ivo, i poveri alla fermata degli autobus, lo stesso sguardo partecipe e dolente; le altre mi sembrano molto interessanti per la ricchezza dei rimandi culturali, testimonianza della varietà di interessi e dello spessore umano e culturale di Luigi, al quale vanno i miei complimenti sinceri.

  3. La Storia privata e pubblica in accordo con la modernità del linguaggio ; intendendo per “modernità” la rivisitazione della Tradizione operata a suo tempo dalle forbici di un Vittorio Sereni in tempi non sospetti .
    Grazie .
    leopoldo attolico –

  4. Mentre leggevo pensavo: ma dove lo tenevano nascosto questo poeta?
    Riflessioni sull’esistenza che prendono, metafore che ti puntano il dito addosso, il respiro ampio dei versi estesi come braccia che arrivano a toccarti.
    Complimenti e felice di leggerti, Luigi Paraboschi!

  5. Luigi è bravo, molto preparato, e sono contento che la sua poesia, sempre affilata, moderna nel linguaggio e spesso nota amargine di episodi e fatti di cronaca, abbia trovato approdo anche qui.

  6. Si sente la lezione della poesia/prosa di tradizione anglosassone: verso lungo, concretezza dei temi (anche se “di riporto” perché mi paiono scelti – almeno in questi componimenti pubblicati – nell’ambito di un immaginario filmico-letterario consolidato e noto al pubblico mediamente colto), tono serio e riflessivo.
    Ricerca interessante, dunque. L’ultimo componimento però, siccome sappiamo un po’ troppo fin dai banchi di scuola della biografia di Leopardi, risulta un po’ scontato e sociologico.
    Se Paraboschi è tra gli “illustri sconosciuti” o semplicemente un appartato da far conoscere almeno un po’ di più, sono disponibile ad ospitare suoi versi su “Poliscritture” (sito/cartaceo). (Luciano Nota mi farà sapere…). Un saluto e buon lavoro.

  7. desidero ringraziare tutti coloro che hanno postato i loro lusinghieri giudizi sulle mie poesie, in modo particolare gli amici che conosco personalmente per scambi di letture, opinioni, o commenti, sia coloro che non ho il piacere di conoscere ma che ho intuito hanno gradito ciò che ho scritto.
    Sì, sono ” un illustre sconosciuto ” come mi piace definirmi ma nel mondo della poesia del 900 sono talmente pochi gli ” illustri conosciuti “, coloro che passeranno alla storia della poesia, che so di essere in compagnia di tanti anonimi ma bravi poeti, ben più bravi di me.

    ancora grazie e grazie a Luciano Nota che mi ha regalato questo spazio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...