L’opera di Giovanni Testori sopporta i campi espressivi della narrativa, del teatro, della critica letteraria e della critica d’arte antica e moderna, della stessa pittura, ed anche della saggistica e tematica religiosa e civile, ma di fatto comporta globalmente il campo unico della poesia: sia perché tutto quanto Testori manifesta sembra provenire da un unico… Continue Reading
“L’uomo si sente chiamato” di Rocco Scotellaro: immagini di vita vissuta e memoria della scoperta di altri orizzonti, di Donato Antonio Barbarito
Alta valle della Salandrella e della Misegna, gli orizzonti dell’infanzia! Gallipoli, Le Manche, Montepiano, Traveta, Monte di Mella: corona di crinali boscosi e picchi rocciosi. Anfiteatro di versanti solcati da torrenti convergenti a valle. Un orizzonte ben circoscritto di monti, di verde, di valli. Sorgenti e ruscelli. Solchi profondi. Anfratti e dirupi. Luoghi e contrade a… Continue Reading
Un poeta modicano, Saverio Saluzzi, di Domenico Alvino
Si pronuncino questi versi: Dafne, hai perduto nel tenero mattino un riflesso dai tuoi capelli e del colore del limone s’è fatto l’orizzonte… Sentite che potente, e delicata insieme, operazione della poesia: Dafne perde, non un capello, ma un riflesso, e ne risente il mattino, che s’intenerisce, muta colore. Così potente è la bellezza nelle… Continue Reading
Una “facile” poesia esemplare: “Ginocchi” di Giorgio Orelli, di Maria Grazia Ferraris
Giorgio Orelli è nato nel 1921 ad Airolo nel Canton Ticino, laureato a Friburgo con Gianfranco Contini, risiedeva a Bellinzona. È un importante traduttore e critico letterario, di formazione filologica, apprezzato da G. Contini che gli dedicò un’epistola in versi, oltre che un poeta, espressamente citato da Luciano Anceschi, legato alla cosiddetta . Sono già evidenti… Continue Reading
Una poesia di Ennio Contini da “Viaggio nel buio / Journey into the dark ” – Chelsea Editions di New York (2017), commento di Giorgio Linguaglossa
Un giorno mi chiuderete gli occhi Ogni sera augurandomi la buona notte girate l’interruttore della luce. Così un giorno mi chiuderete gli occhi. E più non udrò l’allegro scampanellio delle vostre voci non vedrò la folgore del riso illuminarvi gli occhi non sentirò il tepore del vostro sonno scaldarmi il cuore dopo i giuochi del… Continue Reading
Quattro poesie di Bartolo Cattafi, nota di Paolo Ruffilli
Pur con vaghe ascendenze ermetiche, di modi e di toni, Bartolo Cattafi è, nel panorama della poesia italiana del Novecento, un isolato e un eccentrico. L’unico suo vero antecedente, per consonanza di sentire del resto, è Montale; il Montale della negatività di matrice leopardiana, ancorata ad una polpa di natura esistenziale. Esistono almeno due situazioni… Continue Reading
Corrado Alvaro e le elegie per i militi ignoti di San Martino, di Michele Rossitti
A volte si vorrebbe scrivere una lettera anche se ormai è demodé e, se l’esser felici diventasse virale, in mezzo alle righe, bisognerebbe capire che, dietro l’apparenza di un sorriso, la vita è stata difficile nonostante il peggio lo si nasconda, perché la parte migliore di sé è fuggita con l’altro cuore. Senza plagiarsi su… Continue Reading
Sette poesie di Cesare Pavese, nota di Lorenzo Mondo
Cesare Pavese nasce poeta con la raccolta di Lavorare Stanca (1936). Subito colpisce la sua posizione eccentrica in un panorama segnato dalla elusività e ineffabilità del simbolismo, da una ricerca che batte sull’intensità metaforica e sulla purezza verbale. Pavese invece sceglie la strada di una poesia semplice e oggettiva che nomina le persone e le… Continue Reading




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