Una lettura operazionale1 del nono canto del Purgatorio di Dante, che dia il giusto rilievo a certi tecnemi che non pare siano stati granché considerati dalla critica, le nominazioni soprattutto, che in quel canto paiono numerose, è in grado di trarre ad evidenza operazioni di poesia che scoprono in quel canto la luce che pare… Continue Reading
L’archetipo del viaggio labirintico di Emilio Villa, di Gabriella Cinti
Il labirinto appare la figura mentale o archetipale del viaggio nella sua forma primaria di prova, esplorazione di un al di là labirinticamente immaginato. Il sacro e la magia lo esprimono nelle movenze alternanti e ondulatorie della danza, che ricorda il movimento della tessitura, intreccio dell’immagine destinica della vita: specchio del filo labirintico e peraltro… Continue Reading
Hermann Hesse e il pellegrinaggio nelle linfe segrete del sacrificio, di Michele Rossitti
Soltanto la certezza che il suo sguardo basti da solo a rendere grande il lupo consola l’incapacità a trasfigurarlo licantropo pacifico in trecce e pelle di daino mentre scruta con rammarico gli ecomostri e li sconta con Toro Seduto, Geronimo e Capo Giuseppe. Orfano di domani, il suo cucciolo in via di estinzione commuove, perciò,… Continue Reading
Sette poesie di Cesare Pavese, nota di Lorenzo Mondo
Cesare Pavese nasce poeta con la raccolta di Lavorare Stanca (1936). Subito colpisce la sua posizione eccentrica in un panorama segnato dalla elusività e ineffabilità del simbolismo, da una ricerca che batte sull’intensità metaforica e sulla purezza verbale. Pavese invece sceglie la strada di una poesia semplice e oggettiva che nomina le persone e le… Continue Reading
Il poeta futurista Luciano Folgore, di Roberto Taioli
Luciano Folgore (Roma 1888- Roma 1966) amava gli pseudonimi a partire dal suo stesso nome che al secolo era Omero Vecchi. Ma tal vezzo di mimetizzarsi (come fece il ben più noto Pessoa con l’eteronomia di non poche sue opere) lo mantenne a lungo pubblicando con un ventaglio di nomi diversi alcune sue raccolte (Albano… Continue Reading
Sette poesie di Gabriella Cinti dalla silloge “Madre del respiro”, Moretti & Vitali – 2017
Colta e letteraria, per formazione, sensibilità e sentimento della vita, si offre questa opera poetica di Gabriella Cinti. Si dimostra collegata con l’esperienza della poesia lirica, per la densità della parola, l’arditezza dell’analogia, la sigillata compiutezza della tradizione lirica italiana. Ma la Cinti riesce a comunicarci con più ricercata aderenza, attraverso sapienti chiaroscuri, suggestioni culturali,… Continue Reading
Il paesaggio sonoro nella scena autobiografica leopardiana. Luci e suoni del sogno memoriale, di Gabriella Cinti (seconda parte)
LA DANZA DELLA MEMORIA E DELLA LUNA Vi è una sorta di danza di ricordi che si allaccia e si insegue sul filo di una memoria danzata come la fuga di stanze della casa paterna, i temi sono amplificati, ma tutta la poesia respira di un ritmo di danza, che culmina nella danza… Continue Reading
Il paesaggio sonoro nella scena autobiografica leopardiana. Luci e suoni del sogno memoriale, di Gabriella Cinti (prima parte)
LA SCENA FAMILIARE L’autobiografia leopardiana attinge a una zona di infanzia psicologica che accompagna il poeta, in cui si forgia quella tensione all’assoluto del piacere, come solo in questa epoca della vita si percepisce, che lo porta a una sensibilità esasperata sia costituzionalmente, sia perché respinta nel suo bisogno di affetti da un recinto… Continue Reading




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