Laura Corraducci, “Il canto di Cecilia e altre poesie”, Raffaelli Editore – 2015, letto da Dante Maffia

sarà la teoria degli angoli convessi o quella delle rette parallele o è il pigreco del tuo labbro superiore a spaccare in un secondo tutti gli assi portanti del mio mondo? e sentirsi ancora nuda e rovesciata come una figura piana disegnata sempre storta sulla carta millimetrata dell’ennesima inutile illusione * abbandonati ora al sonno… Continue Reading


Cinque poesie di Giulio Marchetti dalla silloge “Ghiaccio nero”, Giulio Ladolfi Editore – 2015

Si giunge ad una mixture narrativo-poetica ove gioca la condizione di esistenza, che cede per immergersi nel sogno e che sussurra, per una parola acronica, anche il senso paradossale del nulla. Lo sgomento per il disfarsi della bellezza, un dono che elargisce troppo poco e che il tempo dissolve senza pietà nel giro inaspettato del soffio, opprime così che anche «la vita… Continue Reading


Nel 750° della nascita di Dante: Ma già volgeva il mio disio e ‘l velle […] l’amor che move il sole e l’altre stelle (Paradiso, XXXIII, vv. 143-145), di Giovanni Caserta

Salito nel cielo Empireo, quando ancora credeva di avere a fianco Beatrice, Dante si accingeva., al solito, a far domande su cose “di che la mente sua era sospesa”. Ma, girandosi su un lato, con somma sorpresa scopriva che, al suo fianco, non c’era più  Beatrice. “Credea – dice – veder Beatrice, e vidi un… Continue Reading


“L’alba assonnata”di Dante Maffia, primo premio assoluto della III edizione del Premio Alda Merini, letta da Paolo Corradini

L’alba assonnata Quest’alba ancora assonnata colore del polmone vaga suscitando asprezze ed è come se stesse cadendo da un balcone. Fa fatica ad accoglierla la strada, il bus è diffidente: ha i fari accesi. È il ritratto di te in questi giorni piovosi e amari che portano languori e si rifugiano nel grigio? O è… Continue Reading


Nel 750° della nascita di Dante: Cesare fui e son Giustiniano… (Paradiso, VI, 10), di Giovanni Caserta

Come è stato sempre ricordato, i tre canti sesti della Divina Commedia sono tutti dedicati al tema politico. Nell’Inferno è Ciacco a parlare della corruzione di Firenze. Ciacco è peccatore del peccato di gola, ritenuto, in un Medioevo afflitto dalla fame, uno dei vizi più pericolosi. Lo dice l’aggettivo “famelico”, ancor oggi in uso. La… Continue Reading