Vidi le Muse: le prime 18 poesie (1935) Infatti, nel 1935, all’età di ventisette anni, laureato in ingegneria, Sinisgalli, a Montemurro, scriveva e quindi pubblicava, Quaderno di geometria; ma solo pochi mesi dopo, nel 1936, pubblicava la prima raccolta di liriche – 18 poesie – che, scritte anch’esse, in buona parte a Montemurro, nel titolo, tra parola… Continue Reading
“La strega e il bambino” di Carlo Levi, di Maria Alicia Trivigno
Una Pietà tra i contadini Eccola Giulia. Giulia la “Santarcangiolese” con il piccolo Nino in braccio. Giulia è la domestica che ‘accompagna’ le intense giornate di Carlo Levi ad Aliano, piccolo paese lucano dove l’artista e scrittore torinese è confinato tra il ᾿35 e il ᾿36, a causa del suo impegno politico antifascista. Un’esperienza, questa… Continue Reading
Leonardo Sinisgalli e la poetica dell’oggetto (prima parte) di Giovanni Caserta
Tre elementi portanti: la formazione scientifica, il paese, l’infanzia Una lettura di Sinisgalli ruota intorno a tre elementi portanti, che la critica ha da lungo tempo messo a fuoco. Essi sono: la formazione scientifica dell’autore, il suo paese di nascita e la sua infanzia. Gi ultimi due elementi possono tranquillamente unificarsi nel paese, perché finiscono… Continue Reading
Poesia,critica,utopia, di Leopoldo Attolico
Oggi, con la concorrenza che c’è in giro, ogni critico – ogni poeta – difende forsennatamente il suo prodotto, e questo è normale. Il guaio è che molti ( starei per dire quasi tutti ) ritengono la propria “creatura”- la propria temperie – l’unica praticabile, l’unica proponibile in forza di ragioni imprescindibili, le stesse che… Continue Reading
Leggere ottomila volumi? ( A proposito dell’intervista di Fabio Fazio a Valerio Magrelli) di Dante Maffia
Un anno fa, alla solita trasmissione dei superintellettuali, condotta da Fabio Fazio, il poeta Valerio Magrelli ha detto che per avere diritto di parlare nel consesso dei letterati, degli uomini di cultura, pare che uno debba avere letto almeno ottomila volumi, altrimenti non deve aprire bocca, e non deve esprimere nessuna opinione e men che… Continue Reading
“Il primitivo pavesiano” di Giovanni Caserta
Chi, conoscendo il carattere tutto lirico e autobiografico della prosa di Pavese, si accostasse alla sua produzione in versi di “Lavorare stanca”con l’intento di cogliervi una confessione diretta e immediata della sua angoscia esistenziale, resterebbe in gran parte deluso. Poche sono le liriche in cui egli mette a nudo il suo cuore, abbandonandosi ad una… Continue Reading
“Colloquio con il mare e con la vita”, Nazario Pardini, Edizioni Confronto – 2012 –
“Non chiedermi perchè sono venuto/ a trovarti di nuovo. Sarà forse/ perchè qualcosa provo/ ancora dentro me./ Sai!, non è molto che pensavo/ all’ultimo saluto. Ti ricordi? […] Pardini è un poeta che emoziona, che la passione non la apre per semplice strumento letterario o orchestrazione di fantasie, ma l’impulso è all’interno della parola, del… Continue Reading
I Canti di Catullo letti da Dante Maffia
Vi sono poeti che vengono citati a ogni pie’ sospinto ma che sono letti pochissimo, forse per una sorta di mitizzazione che si è venuta a creare di alcuni loro versi diventati proverbiali e che quindi limitano l’accesso all’intera opera. E’ il caso, in genere, dei classici, di Omero, di Dante, di Tasso, di Foscolo,… Continue Reading




Commenti recenti