Tre poesie di Raffaele Carrieri da “Poesie scelte”, Mondadori – 1976

220px-Raffaele_carrieri…”Quando incontro Raffaele Carrieri, mi par di toccare un filo elettrico. Mi sento come investito da una scossa. Io, di solito, sto zitto; e lascio a lui ogni parola. Siccome è uomo che con gli amici (ma li conta sui diti delle mani) s’apre come un libro, ogni parola è un mondo, delicato o rabbioso. Spara a raffiche o annusa fiori. La sua testa, persino i capelli s’incendiano. E’ un uomo che ha un cuore simile a un orologio di grande marca: non si ferma mai. E di più ha una intelligenza che suona a stormo, come le campane nei giorni di festa”.

Giuseppe Ravegnani, 1960

 

ATTESA DI NIENTE

La luce non mi è stata compagna
sulla terra né l’acqua sorella.
L’affabile acqua piovana
che materna addormenta
il vecchio gabelliere
e la giovane rana.
Avrei voluto chiudere il cielo
come una semplice porta
per restare una giornata
acquattato sull’erba
in attesa di niente.

 

MI DUOLE

Seguo la mia pipa
Come un cieco segue
Un altro cieco.
Cielo non v’è stasera,
non c’è neanche
un poco di cielo
su cui andare.
Mi duole la pipa, stasera.

 

FIORE DI SPINA

Abbandono il festino
la tazza il tamburo
e torno al fiore di spina.
Il vostro modo di uccidere
di cantare e fare all’amore
non mi appartiene.

Raffaele Carrieri

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